Trentino Alto Adige/Suedtirol

Lutto nel Coro della Sosat: addio al presidente onorario Francesco Benedetti – Cronaca



TRENTO. La famiglia del Coro della Sosat è in lutto per la scomparsa del suo presidente onorario Francesco Benedetti.

Francesco, ricorda in una nota diffusa oggi, 13 gennaio, la Sosat – aveva 94 anni ed è stato per molti anni cantore fra i baritoni del Coro della Sosat, la sua seconda famiglia: la prima era quella della moglie Rosella, delle figlie Daniela e Alberta che lo hanno amorevolmente accudito nel tramonto della sua vita.

Francesco Bendetti è stato per ben 32 anni dal 1978 al 2010 alla presidenza del Coro della Sosat, portando il suo carisma, oltre alla passione per il canto sosatino e le sue capacità umane.

Bruno Filippi, per anni al suo fianco nel ruolo di vicepresidente, ricorda commosso l’amico Francesco: «Se siamo diventati una famiglia, dove prima di tutto vengono le persone, lo dobbiamo a lui. Ho vissuto a fianco di Francesco tutti gli anni della sua presidenza, è stato un grande maestro di vita ed a lui ho voluto bene come ad un fratello.

Gli abbiamo dimostrato, come Coro della Sosat, il nostro affetto, l’amicizia e la gratitudine per come ci ha guidati per tanti anni con saggezza, equilibro, lungimiranza e grande umanità, assegnandogli nel 2010 quando lasciò la presidenza, l’onorificenza di presidente onorario».

Il presidente del Coro della Sosat Andrea Zanotti, in un momento in cui i ricordi personali si susseguono nella mente, in una fase importante della storia del Coro, che ha da pochi giorni iniziato il suo centesimo anno di vita ricorda così Francesco Benedetti: «Avrei desiderato e voluto che Francesco fosse con noi per il centenario che segna la storia del Coro: storia della quale egli rimane come protagonista assoluto.

Come presidente ammiro e sottolineo, al di là del profilo umano dell’amicizia, il senso di responsabilità al quale ha risposto assumendosi, per più di trent’anni, l’onere e la fatica di guidare la nostra comunità e di dare ad essa un futuro. Per questa ragione, il sentimento di gratitudine deve essere oggi più forte del rammarico per averlo perduto».




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