Umbria tra le prime 5 regioni italiane per la differenziata. Ma i costi sono alti

Nella relazione annuale del Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) è emerso che l’Umbria è quinta tra le regioni italiane per percentuale di rifiuti sottoposti a raccolta differenziata. In Umbria risultano prodotti 516 chili di rifiuti per abitante con una percentuale di differenziata pari al 68,4%. Le nuove normative regionali prevedono che tutti i comuni dovranno raggiungere il 75% della raccolta differenziata nel 2028. In due anni, dunque, si dovrà incrementare di quasi 7 punti percentuali.
Ma secondo la relazione del Cnel il costo del servizio dei rifiuti è più alto della media nazionale: ovvero 442 euro per tonnellata contro un costo medio in Italia di 395 euro. Questo poi si riflette sulla tassa Tari a carico delle famiglie, delle attività commerciali e delle imprese.
“I valori minimi si registrano in Lombardia, 307 euro, ed Emilia Romagna, 305, mentre i costi più alti spettano a Liguria, 520, e Basilicata, 512 euro” si legge nella Relazione del Cnel. “Il Sud continua a spendere più del Nord. Anche il Centro resta su valori elevati: Umbria, Toscana e Lazio si collocano su livelli simili al Sud, mentre le Marche (342 euro) restano più vicine al Nord”.
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