Veneto

A Venezia 5 nati in più nel 2025. A Mestre la prima nata è Merna

In un contesto nazionale segnato da una denatalità sempre più diffusa e strutturale, Venezia chiude il 2025 con un dato che va in controtendenza, seppur di misura. All’Ospedale Civile dei Santi Giovanni e Paolo, infatti, il numero dei nati registra un lieve ma significativo incremento: cinque bambini in più rispetto all’anno precedente. Un segnale piccolo nei numeri, ma importante nel suo valore simbolico, che emerge mentre il resto del territorio continua a fare i conti con un calo generalizzato delle nascite.

Il passaggio di testimone tra il 2025 e il 2026 è stato segnato dal primo fiocco rosa dell’anno nuovo negli ospedali dell’Ulss 3 Serenissima. Si chiama Merna ed è venuta alla luce alle 4.39 del mattino del 1° gennaio all’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Alla nascita pesava 2.830 grammi ed è la secondogenita di una famiglia di origine egiziana residente a Mira. La mamma, Nourhan Elkhatib Mahmoud Fathy Selal, e il papà, Hisham Elshimy, hanno accolto la piccola con grande emozione, inaugurando simbolicamente il 2026 sul territorio. Nelle ore successive sono attese altre nascite, che completeranno il quadro dei primi giorni dell’anno.

Guardando ai dati complessivi del 2025, l’Ospedale dell’Angelo di Mestre registra 1.660 nati, in diminuzione rispetto ai 1.743 del 2024. Un calo che conferma il trend negativo già noto, legato a fattori demografici, economici e sociali che incidono sempre più sulle scelte familiari. Nella mattinata del 1° gennaio non si segnalano nuove nascite negli altri presidi ospedalieri dell’Ulss 3, ma l’attenzione resta alta sui numeri complessivi dell’anno appena concluso.

Il dato più rilevante arriva, come detto, dall’Ospedale Civile di Venezia, dove nel 2025 sono nati 283 bambini contro i 278 del 2024. Cinque nascite in più che assumono un peso particolare in una città storica come Venezia, da tempo alle prese con il calo della popolazione residente e con una progressiva rarefazione delle giovani famiglie. Questo risultato era stato in parte anticipato da una giornata considerata eccezionale: martedì 7 ottobre, quando al Santi Giovanni e Paolo si erano registrate sei nascite in un solo giorno. Quattro bambini italiani, uno srilankese e una palestinese, tutti residenti in città. Un evento che non si verificava da almeno dieci anni e che aveva acceso i riflettori su una possibile, seppur fragile, inversione di tendenza.

Negli altri presidi dell’Ulss 3 Serenissima, il quadro resta invece improntato alla flessione. A Chioggia, nel corso del 2025, sono nati 399 bambini, contro i 434 dell’anno precedente. Anche l’Ospedale di Mirano chiude l’anno con numeri in calo: 806 nati nel 2025 rispetto agli 866 del 2024. Dati che confermano come la crescita registrata a Venezia resti un’eccezione in un panorama complessivamente complesso.

Il bilancio delle nascite del 2025 racconta quindi una realtà fatta di luci e ombre. Da un lato, la soddisfazione per un segnale positivo che arriva dal cuore storico della città; dall’altro, la consapevolezza che la sfida della denatalità resta aperta e richiede politiche di sostegno alle famiglie, servizi adeguati e una visione di lungo periodo. In questo scenario, ogni nuovo nato diventa non solo una gioia privata, ma anche un piccolo segno di speranza per il futuro del territorio.


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