Cultura

Baby Smith – Lately, Love Is Dead

I Baby Smith sono Ray Sonder (aka Rachel Colligan, basso e voce) e Saxon Gable (chitarra, voce, glockenspiel). Australiani,  coppia sul palco e nella vita, si sono conosciuti dopo essersi trasferiti in periodi diversi a Berlino e hanno iniziato nel 2023 un percorso musicale che li ha portati a pubblicare due EP (“EP I” e “EP II”) e ora l’album d’esordio “Lately, Love Is Dead”.

Credit: Bandcamp

Baby Smith in formazione ampliata, con Aidan Keith Lowe alla batteria, Lukas Kurz a piano e sintetizzatori, Luisa Barbarro al violoncello, Philipp Uta alla tuba, Lisa Baeyens e Doug Cave ai flauti, Friedrich Leonard al clarinetto.

Dieci brani registrati nel loro appartamento berlinese e perfezionati ai Lumen Studios, orgogliosamente autoprodotti, che conservano un certo gusto per la psichedelia morbida e vivace fin dalle prime note di “Adored” e  “Limoncello River”, con sintetizzatori e chitarre a creare ritmate melodie in continuo crescendo senza mai perdere di vista un’orecchiabilità pop.

Decisamente più rilassato il clima di “Walkie Talkie”, “Golden”, “All I Do”, della title track, di “Don’t Look Down”  con dolci e intime armonie anni sessanta, non a caso i Beatles sono uno dei punti di riferimento del duo. Voci che si rivelano particolarmente adatte a queste sonorità, soprattutto in brani dall’arrangiamento più complesso come “Take It Or Leave It” o “Have I Lost Myself Or Sense Of Melody”.

“Goodnight Baby” finale dall’indole jazz e raccolta rivela le molte anime di un disco che fa venire in mente band come i Tennis o i Memorials, con un lato introspettivo e uno deliziosamente retrò e elegante. Una buona prima prova sulla lunga distanza dunque “Lately, Love Is Dead” che fotografa con onestà un periodo di cambiamento e evoluzione per i Baby Smith.


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