Piemonte

Furti in trasferta, ladri in hotel e auto camuffate: così colpiva la banda delle case


Truccavano le loro auto e le ricoprivano di pellicola, in modo che sembrassero di un altro colore. E partivano dall’Astigiano per rubare in Veneto, dove dormivano a casa di ragazze conosciute lì o in alberghi di lusso. Senza sapere che, a poche camere di distanza, li tenevano d’occhio gli investigatori in borghese: così sono finiti nei guai sei astigiani tra i 27 e i 41 anni, tutti di etnia sinti, per cui i carabinieri del Nucleo investigativo di Cuneo hanno eseguito le ordinanze di misura cautelare emesse dal gip del tribunale di Vicenza.

La banda, specializzata in furti in appartamento, ha commesso le sue razzie fra Natale e Capodanno dell’anno scorso. In tutto vengono contestati 27 furti in abitazione fra le province di Vicenza e Verona, commessi senza fermarsi davanti a nulla: i ladri hanno superato recinzioni e porte blindate, congegni elettronici antintrusione, finestre con vetri antisfondamento, portandosi a casa contanti, gioielli, orologi di lusso ma anche armi e munizioni.

I colpi erano studiati nei dettagli, con sopralluoghi mirati da parte del “clan”: prima passavano a suonare ai campanelli delle case da svaligiare, fingendosi turisti a caccia di informazioni. Così avevano la certezza se fossero vuote o occupate. Poi agivano, sempre a gruppi di tre, con gli altri a fare da “palo” con ricetrasmittenti ultimo modello.

La fuga era sempre a bordo di auto modificate per andare più forte e camuffate con la tecnica del “wrapping”, cioè il rivestimento della carrozzeria con una pellicola per cambiarne il colore. Durante le loro trasferte, la banda dormiva a casa di ragazze del posto, conosciute lì ma informate del “mestiere” dei loro ospiti. Oppure in bed & breakfast e alberghi di lusso, senza sapere che i carabinieri li tenevano d’occhio in incognito, mangiando e dormendo a pochi metri da loro. Telecamere nascoste, pedinamenti, cimici e intercettazioni telefoniche hanno fatto il resto, permettendo di ricostruire i movimenti della banda.

I sei ladri erano già stati arrestati a giugno 2025, quando i militari di Cuneo avevano concluso un’altra indagine per furti commessi nell’Astigiano. In quel caso era stata recuperata parte della refurtiva ma anche le ricetrasmittenti utilizzate per le comunicazioni, armi, munizioni e le auto usate per commettere i colpi. Per questa inchiesta è già scattato il decreto di giudizio immediato e a gennaio partirà il processo in abbreviato.


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