Scienza e tecnologia

uBlock Origin su Chrome: fine supporto MV2 con Chrome 150

Se usate un ad blocker su Chrome, è arrivato il momento di prendere una decisione. Google sta per chiudere definitivamente il capitolo Manifest V2, il sistema su cui si basano la maggior parte delle estensioni per bloccare le pubblicità, inclusa la più popolare di tutte: uBlock Origin.

Non è una sorpresa: la transizione verso Manifest V3 va avanti da anni, e nel 2024 aveva già colpito duramente molti utenti. Quello che cambia adesso è che Google sta rimuovendo anche l’ultimo spiraglio rimasto aperto.

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Il punto tecnico è questo: esisteva un flag nascosto nel codice di Chromium chiamato kExtensionManifestV2Disabled che permetteva ancora, in qualche modo, di continuare a usare le estensioni basate sul vecchio standard. Google lo ha definito “codice morto” e lo sta eliminando con Chrome 150, atteso per il 30 giugno 2026.

Un ingegnere Google ha spiegato direttamente nel commit: “MV2 extensions are no longer allowed in any supported version of Chrome, and we are removing support for them and the associated functionality. We won’t be able to provide / maintain this functionality indefinitely due to the complexity and tech debt, as well as the security risks it entails.” In sostanza: troppo debito tecnico, troppi bug scoperti di recente, e rischi di sicurezza reali.

Con Chrome 151, previsto per luglio 2026, spariranno anche gli ultimi flag residui legati a MV2, chiudendo ogni possibilità di retrocompatibilità.

Il problema non riguarda solo Chrome. Anche Microsoft Edge e Opera, basati su Chromium, seguiranno quasi certamente la stessa strada. Lo stesso ingegnere Google ha però precisato che “altri browser possono continuare a supportarle se lo desiderano”: un riferimento abbastanza diretto a Firefox, che ha già dichiarato di voler mantenere il supporto a Manifest V2 e alle estensioni che ne dipendono.

Chi vuole continuare a usare uBlock Origin nella sua versione completa dovrà quindi valutare seriamente il passaggio a Firefox. Su Chrome esiste già uBlock Origin Lite, una versione ridotta compatibile con MV3, ma con capacità di blocco sensibilmente inferiori rispetto all’originale: Manifest V3 impone limiti precisi al numero di regole di filtraggio che un’estensione può applicare, e questo si traduce in meno pubblicità bloccate.

La mossa di Google è tecnicamente giustificabile, ma è difficile ignorare che l’azienda vive di pubblicità online: il fatto che la nuova architettura penalizzi proprio gli strumenti più efficaci per bloccarla non è una coincidenza, è una scelta di design.

Se Chrome rimane il browser più usato al mondo, questa transizione avrà un impatto concreto su milioni di persone che fino a ieri navigavano senza pubblicità. La vera domanda è quanti di loro saranno disposti a cambiare browser piuttosto che accettare un web più rumoroso.


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