Cooperative sociali, intesa raggiunta ma è lite sui fondi con la Regione
Dopo lo scontro al Tar, il Comune di Torino trova un accordo con le cooperative sociali che si occupano di disabilità, aumentando fino al 10% il corrispettivo per i servizi svolti, l’assistenza in strutture residenziali e diurne. Ma intanto si riaccende, e con toni aspri, la lite sui fondi fra la Città e la Regione: l’assessore comunale Jacopo Rosatelli accusa il collega Maurizio Marrone di non stanziare i soldi necessari, quest’ultimo replica offrendosi testualmente di regalargli «una calcolatrice».
Le coop si erano rivolte al tribunale amministrativo contestando a Palazzo Civico di non aver tenuto conto a sufficienza del nuovo contratto nazionale del settore. La sua applicazione aveva fatto salire il costo del lavoro fra l’11 e il 15%, il Comune aveva riconosciuto un adeguamento non superiore al 3,5% per la quota sociale della tariffa (quella di sua competenza, mentre la Regione è responsabile della quota sanitaria). Il ricorso era stato accolto. Da lì si sono riaperte le trattative, che hanno portato l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli a siglare nei giorni scorsi un’intesa con Anffas, Agci, Confcooperative, Legacoop e Uneba. Sul piatto l’amministrazione Lo Russo ha messo 1,6 milioni di euro per integrare le risorse sul 2026 (con aumenti di ulteriori 7% e 3,5% a seconda dei casi). Dal 1° novembre poi l’incremento salirà al 10% per i servizi semiresidenziali e al 6,5% per i residenziali, con l’impegno a renderlo strutturale dal 2027. In cambio, i gestori hanno abbandonato la via dei ricorsi e allo stesso tempo la Città ha rinunciato ad appellarsi al Consiglio di Stato.


«Sono contento dell’accordo, ma il dialogo non si era mai interrotto» assicura Rosatelli. Sullo sfondo c’è la (non nuova) querelle con la Regione. Nella stessa delibera che stanzia i fondi, Palazzo Civico scrive che “la Città ha evidenziato più volte alla Regione l’urgenza della convocazione dei tavoli finalizzati alla revisione delle tariffe dei servizi sociosanitari ma tali richieste non hanno prodotto alcun esito”. «L’intesa ritrovata con le cooperative è un segnale politico non solo per loro e per i lavoratori ma anche per la Regione — attacca Rosatelli —. Noi riconosceremo un adeguamento del 10%, loro sono rimasti fermi». Il riferimento è al titolare delle Politiche sociali Maurizio Marrone, che in effetti non aveva alzato il contributo, trovando però una quadra con i gestori grazie a uno stanziamento extra di 18 milioni. «Sì, ma è una tantum» sottolinea l’assessore di Avs. «Per me l’importante è che le cooperative siano soddisfatte — ribatte Marrone — ma se Rosatelli vuole salire in cattedra a fare il maestrino gli regalo una calcolatrice: sul 2027 abbiamo già votato un aumento di 23 milioni per le strutture, poi ci sono altri 20 milioni per le famiglie con Scelta sociale e giusto lunedì abbiamo deliberato 44 milioni per i servizi di cura».
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