Via libera del Parlamento europeo alle clausole di salvaguardia per il Mercosur – Europarlamento
BRUXELLES – Via libera della Plenaria del Parlamento europeo alle clausole di salvaguardia proposte dalla Commissione per l’accordo tra Ue e Mercosur. Il via libera è arrivato con 431 voti favorevoli, 70 astenuti e 161 contrari. Il trilogo interistituzionale sulle misure di salvaguardia inizierà già questo pomeriggio. Le clausole sono uno dei punti chiave dello schema di intesa proposto dall’esecutivo Ue ma, al momento, il sì della maggioranza dei 27 è tutt’altro che certa.
Il progetto di regolamento definisce le modalità con cui l’Unione europea potrebbe sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni di alcuni prodotti agricoli considerati sensibili (come pollame o carne bovina) provenienti da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, qualora tali importazioni siano ritenute dannose per i produttori europei. Secondo il Parlamento, la Commissione dovrebbe avviare un’indagine sulla necessità di attivare queste misure di protezione quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili aumentano in media del 5% su un periodo di tre anni (rispetto al 10% annuo previsto nella proposta della Commissione).
I deputati chiedono inoltre indagini più rapide (da sei a tre mesi in generale e da quattro a due mesi nel caso di prodotti sensibili), affinché le misure di salvaguardia possano essere introdotte più rapidamente. I deputati propongono anche l’introduzione di un meccanismo di reciprocità, in base al quale la Commissione avvierà un’indagine e adotterà misure di salvaguardia, qualora vi siano prove credibili che le importazioni che beneficiano di preferenze tariffarie non rispettino requisiti equivalenti in materia di ambiente, benessere animale, salute, sicurezza alimentare o tutela del lavoro applicabili ai produttori dell’Ue. Secondo uno degli emendamenti approvati viene introdotto un meccanismo di reciprocità, in base al quale la Commissione avvierà un’indagine e adotterà misure di salvaguardia ai sensi del presente regolamento qualora vi siano prove credibili che le importazioni che beneficiano di preferenze tariffarie non rispettino requisiti equivalenti in materia di ambiente, benessere animale, salute, sicurezza alimentare o tutela del lavoro applicabili ai produttori dell’Unione.
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