A Firenze Castanea Expo, la prima fiera in Italia sulla castanicoltura – Fiere e Eventi
Si svolgerà alla Fortezza da Basso
di Firenze dal 12 al 14 dicembre Castanea Expo, la prima fiera
in Italia sulla filiera del castagno e sul futuro della
castanicoltura.
Promosso da Firenze Fiera, si spiega in una nota,
l’appuntamento, innovativo e carico di attese, coinvolge non
solo le istituzioni, gli enti locali e gli operatori del
settore, ma anche i consorzi, i produttori, le imprese di
trasformazione e gli attori del turismo, chiamati per la prima
volta a confrontarsi su un comparto che sta vivendo una fase di
rinascita. Presenti oltre 75 espositori su una superficie di
4.000 metri quadrati, insieme a mostre, convegni, workshop,
degustazioni e show cooking. Nell’ambito della manifestazione,
si svolgeranno anche gli Stati generali della castanicoltura,
che si terranno il 13 dicembre alle 11:30, con la partecipazione
del sottosegretario di Stato Patrizio La Pietra. L’incontro sarà
anche l’occasione per presentare i dati aggiornati sulla
castanicoltura forniti da Ismea e per tracciare le linee di
sviluppo di un nuovo piano di settore. In Toscana la campagna di
raccolta del 2025 si conferma tra le più abbondanti degli ultimi
dieci anni, con una produzione superiore alle 55.000 tonnellate,
registrando un incremento del 40% rispetto al raccolto
precedente, in particolare nella nostra regione. “Siamo nel
cuore dell’autunno – ha detto il presidente della Regione
Toscana Eugenio Giani intervenendo alla presentazione -, un
periodo che per la Toscana rappresenta la stagione della
castagna. Ecco perché siamo entusiasti di dare il via a Castanea
Expo 2025, un’iniziativa che punta a valorizzare un frutto che
ha accompagnato le generazioni passate, nutrendo famiglie
intere, e che oggi è protagonista di una gastronomia di alta
qualità, dal marron glacé a una vasta gamma di altri prodotti”.
“Castanea Expo 2025 – ha detto il presidente di Firenze Fiera,
Lorenzo Becattini – è una sfida per noi, non solo come
manifestazione fieristica, ma come opportunità per rilanciare e
valorizzare una delle filiere più identitarie e storiche della
nostra agricoltura”.
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