Abruzzo

la denuncia del sindacato Ugl Autoferro sulle condizioni in Tua


«Le recenti decisioni dei vertici Tua hanno oltrepassato ogni soglia di accettabilità». L’Ugl Autoferro Abruzzo interviene con una dura nota denunciando «un modello gestionale autoritario, punitivo e imposto dall’alto», che secondo il sindacato starebbe compromettendo l’organizzazione del lavoro e la dignità degli operatori.

«Gli autisti sono sottoposti a turni massacranti da 13 ore e oltre, costruiti in modo da impegnare i lavoratori per intere giornate. Sul lungo periodo questi ritmi consumano fisicamente e psicologicamente e privano completamente della vita privata», scrive l’Ugl.

Particolare attenzione è rivolta alla gestione del personale part-time: «In diverse residenze i lavoratori vengono avvisati del turno solo il giorno prima, rendendo impossibile qualsiasi pianificazione personale o familiare. Inoltre il personale part-time viene impiegato quasi sistematicamente su turni equivalenti al full-time. È una pratica fuori dalla corretta applicazione del contratto e potenzialmente in violazione delle tutele del lavoro part-time».

Nella nota il sindacato parla anche di «pressioni e ritorsioni»: «Chi non accetta condizioni inique rischia trasferimenti forzati, ferie negate, permessi bloccati o continue vessazioni. Un clima intimidatorio degno di ben altri contesti, non certo di un’azienda pubblica finanziata con soldi dei cittadini».

Critiche anche alla dirigenza: «Mentre ai lavoratori si chiedono sacrifici, ai vertici non manca nulla. I loro lauti stipendi non vengono toccati e hanno a disposizione l’auto aziendale anche fuori dall’attività lavorativa. Le posizioni apicali continuano a moltiplicarsi: oggi in Tua ci sono più dirigenti che consiglieri regionali».

L’Ugl denuncia inoltre scelte che starebbero «stravolgendo realtà aziendali storiche»: residenze turistiche date in subconcessione ai privati e accorpamenti che «generano corse a vuoto e costi aggiuntivi all’azienda, peggiorando servizio e condizioni dei lavoratori».

Il sindacato punta il dito anche contro la mancata lotta all’evasione tariffaria: «In dieci anni non è stato avviato nulla di concreto, e oggi l’evasione supera i 10 milioni di euro. Eppure si continua a tagliare sempre e solo sul personale, mentre l’azienda accumula 37 milioni di debiti e affidamenti esterni».

«La Regione non può più tacere», scrive il segretario regionale Giuseppe Lupo. «La Regione, proprietaria di Tua, deve dirci se è complice o vittima di questa gestione fallimentare. Il silenzio non è più accettabile: i lavoratori meritano risposte e rispetto».

La conclusione è un appello alla mobilitazione: «Non accetteremo ulteriori peggioramenti. Non accetteremo abusi, pressioni, turni massacranti e tagli indiscriminati. La dignità non si taglia, è un diritto e si tutela. Chiediamo l’intervento diretto del presidente della Regione per mettere fine a una gestione che sta compromettendo il servizio e il rispetto dei lavoratori».


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