Marche

3 condanne tra i ragazzi della “B4L”

JESI – La sigla era diventata quasi un marchio di quartiere: “B4L”, Boario for life. Ora, per i tre giovanissimi finiti in manette nel blitz dei carabinieri al Campo Boario, è arrivato il conto in tribunale. La vicenda si è chiusa davanti alla giudice Giulia Casiello con tre patteggiamenti, nella prosecuzione della direttissima nata dagli arresti di fine aprile nel quartiere San Giuseppe. I tre erano chiamati a rispondere di cessione illecita di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Per uno di loro era scattata anche la denuncia per porto di armi od oggetti atti a offendere.

L’operazione

Il Campo Boario era la loro base, almeno secondo la ricostruzione dei carabinieri. È lì che, nel tardo pomeriggio di lunedì 28 aprile, il controllo del Norm della Compagnia di Jesi si è trasformato nell’arresto di Tobi Wawene, 19 anni, del fratello Prince Massingo, 20 anni, e di Brian Ebalo Osumu, 18 anni. I militari seguivano da tempo i movimenti del gruppo, già noto alle forze dell’ordine e finito sotto i riflettori anche per un video trap in cui alcuni ragazzi si mostravano con armi da sparo modificate per sembrare vere, machete, bastoni e denaro. Durante un servizio di controllo, i carabinieri hanno notato uno dei giovani ricevere una banconota da 20 euro da altri due ragazzi e, subito dopo, dirigersi verso il tavolo da ping pong. Lì avrebbe recuperato una dose di hashish nascosta, per poi consegnarla ai due presunti acquirenti. È stato il momento in cui i militari hanno deciso di intervenire. Alla vista dei carabinieri, i due ragazzi che avrebbero appena ricevuto la dose sono riusciti a fuggire a piedi. Il 20enne, invece, avrebbe tentato a sua volta di sottrarsi al controllo: prima cercando di allontanarsi, poi provando a nascondersi sotto un’auto parcheggiata poco distante. Una fuga breve.militari lo hanno raggiunto e bloccato, mentre il controllo veniva esteso anche agli altri due giovani presenti nella zona. Durante l’inseguimento il 19enne avrebbe provato anche a occultare un involucro lanciandolo sotto una macchina, ma i carabinieri lo hanno recuperato: all’interno c’erano due dosi di hashish da 5 grammi. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati anche un bilancino di precisione digitale, un coltello pieghevole di 18 centimetri e frammenti di sacchetti in cellophane utilizzati per confezionare le dosi.

Le perquisizioni

Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato al ritrovamento di altre 14 dosi di hashish e di 140 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. Dopo la convalida degli arresti, per i tre erano stati disposti i domiciliari. Il procedimento è poi proseguito davanti alla giudice Casiello fino all’accordo sulla pena. Per Tobi Wawene e Brian Ebalo Osumu la pena patteggiata è stata di 6 mesi, convertita in 2.600 euro. Per Prince Massingo, invece, 6 mesi e 20 giorni, convertiti in 2.800 euro.




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