Emilia Romagna

in Romagna si azzera l’errore medico con la simulazione hi-tech – Forlì24ore.it

Concluso il progetto regionale Train the Trainer per formare sessanta professionisti della sanità capaci di ricreare scenari ad altissimo stress

Sessanta professionisti della sanità emiliano-romagnola sono pronti a trasformare i reparti ospedalieri in vere e proprie palestre di sicurezza. Finisce l’era della sola teoria e delle lezioni frontali alla lavagna: la nuova frontiera della gestione del rischio clinico passa per la simulazione immersiva e ad alta tecnologia. Si è infatti appena concluso il percorso d’eccellenza denominato Train the Trainer – Corso Facilitatori di tecniche di simulazione, un’iniziativa nata sotto l’impulso della Struttura di Gestione del Rischio e Sicurezza delle Cure della Direzione Sanitaria AUSL Romagna. Il progetto ha visto una prima edizione pilota dedicata interamente al personale del territorio romagnolo, per poi allargarsi, nella seconda fase, ai team di tutte le altre Aziende Sanitarie della Regione Emilia Romagna, grazie alla stretta collaborazione con il Centro Regionale Gestione del Rischio Sanitario.

Medici, infermieri e ostetriche sono stati messi a dura prova all’interno di ambienti speculari a quelli reali, affrontando casi complessi in pronto soccorso, rianimazione o sala operatoria attraverso l’uso di manichini avanzati. L’obiettivo centrale è l’allenamento delle competenze non tecniche, ovvero la capacità di guidare un team, comunicare senza ambiguità nei momenti d’emergenza e decidere in pochissimi secondi. Si tratta di un metodo mutuato direttamente dal Crisis Resource Management aeronautico, dove la gestione del fattore umano è l’elemento chiave per prevenire gli incidenti.

Il progetto ha beneficiato del lavoro di un team multidisciplinare di docenti e coordinatori, tra cui Elena Bigi, Annita Caminati, Maurizio Menarini, Riccardo Triani e Nicola Zanini. Secondo i coordinatori, la simulazione permette al personale sanitario di sbagliare e correggersi in un contesto protetto, analizzando ogni scelta nel debriefing successivo per farne patrimonio comune. I nuovi esperti formati avranno ora il compito di diffondere questa cultura della prevenzione all’interno delle rispettive strutture sanitarie locali.


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