Trentino Alto Adige/Suedtirol

1.800 euro al mese per l’alloggio


BOLZANO. La Provincia ha fissato in 1.800 euro al mese l’importo, destinato ai Comuni, che affittano sul mercato privato un alloggio da mettere a disposizione di una famiglia di migranti. La delibera è all’ordine del giorno della seduta della giunta di venerdì. «Non significa – spiega l’assessora Rosmarie Pamer – che il proprietario incasserà un canone di 1.800 euro, visto che in media si viaggia sugli 8-900 euro al mese. Si tratta di una cifra concordata dal presidente Arno Kompatscher con i Comuni che comprende anche spese di segreteria ed altre voci. È un importo forfettario, visto che i sindaci, che già hanno difficoltà a trovare alloggi, hanno chiesto almeno di ridurre al minimo la burocrazia. Contrariamente a quanto sostiene qualcuno comunque gli assegnatari, che in linea di massima hanno un lavoro, contribuiranno a pagare il canone». Si va da un minimo di 40 euro al mese ad un massimo di 160 euro al mese per ogni componente il nucleo familiare.

I numeri in città

A metà agosto, nel capoluogo c’erano 943 migranti – 161 in meno del mese precedente – così distribuiti: 692 accolti nelle strutture, 166 negli alberghi e 85 in strada. Ricordiamo che, in base agli accordi, sono 94 i Comuni che, da metà giugno, avrebbero dovuto accogliere una famiglia, per alleggerire il capoluogo dove c’è la più alta concentrazione di stranieri. Quanti Comuni hanno rispettato gli impegni?

«In 66 hanno dato la disponibilità – assicura Pamer -. Attualmente sono 29 quelli che hanno messo a disposizione l’alloggio o che si preparano a farlo. Seguirà un’altra tranche con una ventina di Comuni». Ieri in consiglio provinciale Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) e Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) hanno chiesto di sapere l’elenco dei Comuni che hanno aderito al progetto «Accompagnamento abitativo per famiglie con background migratorio» e ospitano – a loro dire – gratuitamente i migranti. Pamer ha risposto che nessuno mette a disposizione alloggi a titolo gratuito e comunque non ha ritenuto opportuno fornire, anche per motivi di privacy, l’elenco dei comuni ospitanti.

Emergenza freddo

La giunta provinciale, nella seduta di venerdì, approverà anche le linee guida dei centri emergenza freddo. Il Consorzio dei Comuni, presieduto da Dominik Oberstaller, ha dato parere favorevole, allegando però una serie rilievi dell’assessora Patrizia Brillo per quanto riguarda il capoluogo. Si parte dai numeri: le linee guida per l’inverno 2026-2027 prevedono che l’Emergenza freddo a Bolzano ospiti 90 persone. Il Comune chiede il ripristino di 70 posti ordinari e 20 posti aggiuntivi, come nell’ultimo inverno, attivabili soltanto in una reale emergenza e dopo l’esaurimento delle disponibilità negli altri centri distribuiti sul territorio.

Poi c’è la durata dell’apertura: finora era stata fissata dal 15 novembre al 15 aprile, subordinando anticipi e proroghe alla situazione meteo. Quest’anno invece la Provincia vorrebbe aprire prima (1° novembre) e chiudere dopo (30 aprile). Si chiede che la permanenza stabile di almeno quattro settimane sia considerato un requisito di accesso e non solo un criterio preferenziale, con deroghe motivate per vulnerabilità e pericolo concreto. Si chiede inoltre di rafforzare l’identificazione, la verifica dei documenti e del titolo di soggiorno, senza limitarsi alla semplice comunicazione delle persone prive di documenti. «In questo modo – dice Brillo – lo scorso anno, le forze dell’ordine non sono mai intervenute, mentre l’anno precedente c’erano stati 36 interventi in due mesi».


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