Hotel in centro storico, nessuna offerta. Calcinari: «L’obiettivo non cambia, rivedremo il bando»

Realizzare un hotel nel centro storico di Sant’Elpidio a Mare, per ora, non attira investitori. Scadeva lunedì 7 settembre la manifestazione d’interesse per prendere in concessione l’ex casa di riposo di via Cunicchio e al gong non è arrivata nessuna offerta. Qualche operatore turistico nelle scorse settimane ha chiamato gli uffici e mostrato un interesse all’affare, ma nulla si è tradotto in un’offerta concreta.
Il bando prevedeva una concessione ventennale, prorogabile per 5 anni, per farsi carico dell’edificio in centro storico, che si sviluppa su una superficie di 850 metri quadrati più 400 di giardino. Il canone annuo era stato fissato in 43.600 euro, a carico del concessionario anche gli interventi di manutenzione straordinaria e la realizzazione dei lavori necessari a convertire l’immobile in hotel. Il disciplinare parlava di ricettività alberghiera, escludendo forme meno “impegnative”, come l’affittacamere. Era prevista la possibilità di comprendere nell’offerta anche attività di ristorazione e percorsi formativi collegati alla promozione. Espressamente vietate altre funzioni come sale giochi, agenzie scommesse e centri massaggi.
Per il sindaco Gionata Calcinari la frenata non cambia gli obiettivi, rimane l’intenzione di destinare l’ex casa di riposo, oggi sede del Centro aggregazione giovanile del capoluogo, ad albergo. «Crediamo fortemente che la valorizzazione del nostro centro storico passi anche per l’individuazione di spazi da destinare alla ricettività turistica – commenta il primo cittadino elpidiense – Degli operatori avevano chiamato gli uffici per chiedere informazioni, evidentemente un’interesse c’è. Ora valuteremo insieme agli assessori e agli uffici come modificare alcune parti del bando, con la volontà di renderlo più attrattivo».
Ha riscosso più interesse, invece, l’altro bando volto ad incentivare il commercio locale, che prevede contributi sugli affitti a chi vuole aprire in centro storico tipologie di esercizi attualmente mancanti, come una gelateria o una pizzeria al piatto. «Delle domande sono arrivate – fa sapere Calcinari – Gli uffici ne stanno valutando l’ammissibilità per poi stilare l’elenco ed erogare il contributo».
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