Weber, ‘Serve piano vincolante Ue, potenziare Frontex’ – Altre news
“Ceuta è stata un banco di prova
per l’Europa. Ora l’Europa deve dimostrare di considerare la
lotta contro la migrazione illegale un compito comune”. Il
leader del Ppe Manfred Weber torna sulla crisi dell’enclave
spagnola in un intervento sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung,
dopo aver già chiesto la scorsa settimana un ruolo più incisivo
di Frontex nella protezione delle frontiere. “Le iniziative
unilaterali nazionali non risolvono la migrazione illegale, ma
talvolta la alimentano nuovamente”, scrive Weber.
“Proprio come il principio del ‘non nel mio cortile’ non può
spegnere un incendio boschivo, nessuna misura nazionale può
fermare la criminalità internazionale dei trafficanti di esseri
umani”. Per il politico tedesco, “solo l’azione europea
funziona”. Weber chiede quindi che “al prossimo Consiglio
europeo ordinario” venga definito “un piano di attuazione
vincolante, con responsabilità chiare, scadenze precise e
obiettivi verificabili”. E indica nella cooperazione con i Paesi
vicini una delle strade da seguire: “Ceuta ha mostrato allo
stesso tempo che una stretta collaborazione con gli Stati vicini
può funzionare. Il Marocco ha ripreso immediatamente le persone.
Nessuno è riuscito a proseguire verso lo spazio Schengen”. Da
qui la richiesta di “realizzare rapidamente hub per i rimpatri
in Africa”, offrendo ai Paesi che cooperano “buone relazioni
commerciali, cooperazione economica e anche migrazione legale”.
“Abbiamo bisogno di un mandato chiaro alla Commissione e non
possiamo più aspettare lo Stato membro più lento”, aggiunge
Weber, secondo cui “i migranti che non hanno diritto a restare
devono lasciare l’Europa, senza se e senza ma”. Sul fronte dei
controlli, Weber ribadisce che “ogni agente di frontiera
impiegato a una frontiera interna manca là dove viene difesa la
sicurezza dell’Europa: alle frontiere esterne comuni”. Per
questo, sostiene, “Frontex deve essere trasformata in una vera
agenzia europea di guardia di frontiera, dotata di 50.000
operatori”, chiamata a proteggere le frontiere esterne insieme
alle forze nazionali. Serve inoltre “un quadro comune della
situazione nella lotta contro le reti dei trafficanti” e “una
cooperazione tra i servizi di intelligence molto più stretta”.
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