«Volevo chiudere la relazione, lei ossessiva, mi seguiva»

CIVITANOVA «Ero già in pensione (era chirurgo, ndr), un amico mi aveva chiesto se potevo visitare una ragazza. L’ho visitata, l’ho fatta operare, poi è nata una frequentazione che ho deciso di interrompere perché mi chiedeva soldi in continuazione. A quel punto è diventata ossessiva e ha iniziato a seguirmi». Ieri in Tribunale Fausto Troiani ha riferito le presunte persecuzioni subite dall’imputata, Ana Maria Corbu, romena oggi 37enne, accusata di stalking.
La vicenda
Per l’accusa la giovane avrebbe perseguitato l’allora presidente del consiglio comunale da giugno del 2022 fino a gennaio del 2023 minacciandolo anche di rendere pubblica la loro relazione. «Certo che ho continuato a fare il presidente del Consiglio, era un obbligo, un dovere – ha aggiunto Troiani -. Ma non andavo più al bar, ho cambiato tabaccaio per comprare le sigarette. Non sono un tipo pauroso ma mi guardavo intorno. Mia moglie ha saputo tutto e quello è stato l’epilogo della catastrofe, io avevo cercato di chiudere senza farle sapere niente». Alla domanda del giudice Andrea Belli se sapesse se l’imputata svolgesse attività lavorative, Troiani ha risposto: «Certo, lavorava in un night club». Dopo di lui è stata sentita anche la moglie di Troiani che nell’estate del 2022 aveva risposto al telefono del marito dopo circa una trentina di telefonate consecutive: «Il contatto era memorizzato come “signora Anna”, ho visto la foto, le ho chiesto chi fosse e perché insistesse a chiamare mio marito.
Mi ha risposto che era l’amante, mi disse che aveva delle foto, ne inviò alcune sul telefono di mio marito di animali domestici che avevamo in casa. Mi disse che doveva parlare con lui, ripeteva quello che facevano, anche cose intime poco piacevoli da ripetere e da ricordare».
Dal coniuge
Dopo la telefonata la donna era andata dal coniuge: «Mi ha detto che c’era stata una relazione, non saprei come definirla, però lui aveva avuto intenzione di cessare questa situazione. Mi ha raccontato che lei gli aveva chiesto dei soldi, gli aveva parlato di una ipotetica gravidanza. Questa signora si presentava ogni volta che c’era il consiglio comunale, a volte lo seguivo in streaming e l’ho vista. Una sera si era presentata con altri individui e mi ricordo che mio marito tornò a casa particolarmente preoccupato tanto che anche il sindaco chiamò le forze dell’ordine per far allontanare queste persone».
La testimonianza
«Mio marito – ha aggiunto – non era tranquillo, perché era venuta fuori questa situazione e perché lei si aggirava nei luoghi che lui frequentava come il bar sotto al Comune dove lui andava tutte le mattine, si aggirava con una macchina scura nel quartiere dove abitiamo». Dopo le testimonianze l’udienza è stata rinviata a ottobre per proseguire l’istruttoria. L’imputata è difesa dagli avvocati Alberto Feliziani e Paolo Carnevali, Troiani è parte civile con l’avvocato Gian Luigi Boschi, ieri sostituito dal collega Tiziano Luzi.




