Violenza economica sulle donne, dopo due anni riparte la legge
È chiusa da quasi due anni in un cassetto di Palazzo Lascaris, ma ora la proposta di legge regionale per contrastare la violenza economica sulle donne dovrebbe finalmente sbloccarsi. Il condizionale è d’obbligo dal momento che della norma, depositata dalla dem Nadia Conticelli e assegnata da tempo alla Quarta commissione del Consiglio per essere esaminata, non si è più saputo nulla. Il tema è rispuntato fuori l’altro giorno durante l’ultima seduta dell’aula, convocata per discutere l’assestamento del bilancio. Lì è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno (anche questo di Conticelli) per iniziare l’iter di discussione della legge e portarlo avanti «con tempi certi». L’ accordo con la giunta Cirio per altro sembra esserci dato che l’assessora alle Pari Opportunità Marina Chiarelli si è detta favorevole a mandare avanti la norma.
l’intervista
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E dire che in bilancio lo spazio per lo stanziamento a sostegno della proposta ci sarebbe già, ma a mancare è proprio l’approvazione della legge. Il testo, datato 9 novembre 2024, prevede una serie di incentivi alle imprese per assumere a tempo indeterminato donne vittime di violenza, contributi per sostenere la fuoriuscita dal nucleo familiare e percorsi di educazione finanziaria. Per favorire l’indipendenza economica delle donne è stato così istituito, già nel 2025, un apposito capitolo di spesa pari a 250mila euro annui. Secondo il testo della proposta, potranno beneficiare del contributo regionale tutte le donne «in possesso dei requisiti per l’accesso al reddito di libertà», istituto dal consiglio dei ministri nel 2020. «La violenza economica è spesso invisibile, ma incide profondamente sull’autodeterminazione delle donne e rappresenta uno dei primi impedimenti sulla possibilità delle donne di sottrarsi a situazioni di abuso» ricorda la consigliera Pd.
Il nuovo testo va a modificare la proposta di legge del 2016 della giunta Chiamparino, che voleva unificare gli interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. L’idea di Conticelli, a questo punto, è di ripresentare la proposta già a settembre, all’interno della discussione sulla legge Omnibus. Già ora l’assessora Chiarelli apre: «Esprimiamo disponibilità a collaborare con il Consiglio regionale, le istituzioni, il sistema bancario e il mondo dell’associazionismo affinché questa proposta possa tradursi in strumenti sempre più efficaci e capillari. Restituire indipendenza economica significa restituire libertà, dignità e futuro alle donne».
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