Liguria

Violentarono una 18enne durante una festa in casa, uno aveva abusato anche di una minore: condanne confermate in appello


Genova. La Corte di appello di Genova ha confermato le condanne di due giovani di 25 e 27 anni, accusati di aver violentato due ragazzine, di cui una ancora minorenne. Per il maggiore dei due è stata confermata la condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione per stupro di gruppo e per aver violentato in un’altra occasione un’amica della vittima che non aveva ancora compiuto 18 anni.

Il secondo è stato condannato per lo stupro di gruppo, ma il collegio – presieduto da Annaleila Dello Preite – ha ridotto la pena dai sei anni del primo grado in abbreviato a 4 anni e 8 mesi concedendo le attenuanti generiche.

I fatti risalgono al 2021. La ragazza, che aveva da poco compiuto 18 anni, durante una festa in casa si era appartata con uno dei due imputati in una stanza per un rapporto che in quel momento era consensuale. Nella stesse stanza tuttavia era arrivato l’altro imputato. Lei aveva detto “no”, che non voleva assolutamente una un rapporto a tre, ma i due avevano bloccato la porta per impedirle di scappare e ne avevano abusato.

Di quello stupro la ragazzina aveva parlato qualche mese dopo, nell’ambito di un percorso psicologico, ma nessuno aveva segnalato il fatto alle autorità. Per il resto, per quasi due anni,  la studentessa non aveva trovato il coraggio di raccontare lo stupro a nessun altro, neppure alle amiche più strette. Ma la forte sofferenza psicologica dovuta a quel ricordo l’aveva spinta alla fine a confidarsi con una di loro, scoprendo così che anche la sua amica aveva subito abusi da uno dei due imputati, nel corso di un’altra festa avvenuta poco dopo.

Oltre agli imputati (difesi da Cristiano Mancuso e Salvatore Calandra) anche le parti civili (assistite da Nadia Calafato ed Elisabetta Gaibisso) avevano fatto ricorso in appello perché il gip Alberto Lippini, che pur aveva condannato i due imputati, non aveva disposto le provvisionali, che invece la Corte d’appello ha stabilito in 15mila euro per ciascuna delle vittime.

Prima di pronunciare la sentenza, i giudici hanno voluto sentire come testimone un giovane, che era il fidanzato della studentessa all’epoca della denuncia e che ha confermato che la vicenda le era stata raccontata dalla ragazzina poco prima che lei trovasse il coraggio di denunciare alla polizia nel 2023, grazie al supporto del centro antiviolenza Mascherona.




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