Friuli Venezia Giulia

Vingegaard certifica il suo titolo


La ventesima frazione del Giro d’Italia 2026 non è stata una semplice gara ciclistica, ma un toccante viaggio nella memoria collettiva. A cinquant’anni dal devastante terremoto del 6 maggio 1976, la carovana rosa è partita da Gemona, luogo simbolo della distruzione e della successiva ricostruzione. 

Colore e insidie: il racconto del percorso friulano

I 200 chilometri della tappa hanno offerto un eccezionale contrasto cromatico e paesaggistico, alternando i borghi medievali in pietra alle aspre pareti delle Prealpi Carniche.

La piana e i primi strappi 

Dopo lo start da Gemona (avvenuto all’interno della storica Caserma Emilio Pantanali), il plotone ha attraversato i lunghi rettilinei ghiaiosi della piana del Tagliamento. La corsa si è poi infiammata sulle pendenze secche di Forgaria e sul gran premio della montagna di Clauzetto. 

La Val Cosa e lo specchio di Barcis

Superata Maniago, i corridori si sono addentrati in un circuito finale ad alta tensione di 53 chilometri. Spettacolare e tecnica la picchiata verso il Lago di Barcis, dove il gruppo ha dovuto mantenere la massima concentrazione affrontando una discesa tortuosa e una lunghissima galleria illuminata di oltre 4 chilometri.

La doppia scalata e la spallata finale di Vingegaard

Il vero mostro di giornata era però il Piancavallo, affrontato per ben due volte dal versante di Aviano: un’ascesa di 14,5 chilometri con una pendenza media del 7,8 per cento e picchi che sfiorano il 14 per cento nei primi tratti, storicamente teatro dei trionfi di Marco Pantani nel 1998 e di Mikel Landa nel 2017. Se la prima scalata è servita a scremare il gruppo sotto l’impulso della Visma-Lease a Bike, è stato sul secondo passaggio che Jonas Vingegaard ha scritto la parola fine alla corsa. A 10 chilometri dalla vetta, immerso in due ali di folla colorata di rosa e di bandiere friulane, il danese ha aperto le ali. Con una progressione impressionante seduto in sella, ha stroncato sul nascere i tentativi di resistenza di Felix Gall e Jai Hindley, guadagnando terreno a ogni tornante.

Un trionfo

L’arrivo in quota a Piancavallo ha regalato l’istantanea perfetta di questo Giro: Vingegaard taglia il traguardo a braccia alzate, avvolto nella nebbia della cima e nei colori di una maglia rosa unica nel suo genere.

  • 1° Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike)
  • 2° Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale) a 42″
  • 3° Jai Hindley (Red Bull-Bora-Hansgrohe) a 1’05”


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