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Vigilanza Rai, La Russa: “Entro mercoledì i nomi o scelgo io”. Opposizione: “No a forzature”

Vigilanza Rai, è scontro tra Ignazio La Russa e l’opposizione. Il presidente del Senato, al termine della conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama, ha detto: “Sulla Vigilanza Rai, oggi ho comunicato che sono scaduti i termini. Tuttavia ho dato altri sei-sette giorni fino a martedì. Mercoledì provvederò, come è mio dovere, a nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami. Se per caso si dimettessero anche quelli e se nel frattempo gli altri gruppi mi daranno i nomi, la commissione può funzionare fino a nuova fase. Può funzionare lo stesso”.

Dura la reazione delle opposizioni. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, parlando insieme ai colleghi della minoranza ha commentato: “Quello che ci preoccupa di più è il tentativo di forzatura sulle nomine legate alla commissione di Vigilanza Rai perché è vero che sono scaduti i termini, ma è bene che restino scaduti perché, come abbiamo detto nella conferenza dei capigruppo, quelle dimissioni in blocco dell’opposizione sono arrivate perché la maggioranza per due anni ha preso in ostaggio la commissione non consentendole di operare”.

Boccia ha ribadito che pur di fronte a nomi eventualmente indicati dal presidente del Senato “non li accetteremmo” chiedendo “di avere una risposta chiara dal ministro dei Rapporti al Parlamento e una dichiarazione di tutti i gruppi di maggioranza che si impegnino a non far più ostruzionismo, come hanno fatto per due anni”.

Oltre ad aspettarsi – ha continuato – che “il ministro Giorgetti la smetta di tenere in ostaggio il Media Freedom Act forse per paura di non continuare a lottizzare a Rai, come ha fatto in compagnia di Palazzo Chigi in questi tre anni. Questo è il quadro, vorrei che fosse chiaro che su questo noi, come opposizioni, siamo unitissimi e non abbiamo intenzione di abbassare la testa di fronte ai diktat della maggioranza”.

L’ex presidente della Vigilanza, Barbara Floridia del Movimento 5 stelle spiega: “A luglio mi sono dimessa da presidente della Commissione di vigilanza Rai perché era diventato impossibile lavorare: la maggioranza ne impediva audizioni e atti di indirizzo, di fatto bloccandone i lavori. Ci siamo dimessi per denunciare una situazione che non potevamo più accettare. Ora ci chiedono di ricostituire la Commissione come se nulla fosse cambiato. Ma che cosa è cambiato, politicamente? Se vogliamo davvero ripartire, serve un accordo sulla riforma della Rai, ferma da due anni al Senato”.


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