Basilicata

Viabilità a Corigliano Rossano, protestano i residenti di Thurio

I residenti di Thurio a Corigliano Rossano chiedono un percorso alternativo prima dell’abbattimento del ponte


CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – È bastato il posizionamento improvviso dei nastri di cantiere e delle transenne di chiusura lungo l’arteria che collega la Statale 106 alla contrada per far scattare la mobilitazione. Nella mattinata di ieri, agricoltori, residenti e lavoratori delle zone di Thurio, Ministalla e Foggia si sono radunati sul posto per bloccare l’inizio degli interventi, protestando con decisione contro una chiusura sopraggiunta senza alcun preavviso istituzionale. Al centro del malcontento vi è l’impatto devastante che il blocco stradale provoca sulla quotidianità del territorio.

LA DEVIAZIONE PROVVISORIA

La deviazione provvisoria individuata comporterebbe infatti un allungamento dei tragitti ordinari compreso tra i 15 e i 20 chilometri, con vette di oltre 25 chilometri per alcuni collegamenti interni, mettendo a dura prova la tenuta dei trasporti scolastici, le corse dei bus di linea e il lavoro dei pendolari. Particolarmente critico il quadro per il comparto agricolo, nel pieno della campagna agrumicola: la presenza di magazzini di lavorazione e di numerose aziende trasforma la deviazione in un salasso economico in termini di carburante, tempi di percorrenza e sicurezza dei mezzi.

A complicare la situazione vi è la contestuale assenza del secondo varco storico della zona: il passaggio a livello rimasto sbarrato dopo il tragico incidente ferroviario del novembre 2023. Una recisione totale dei collegamenti che ha spinto i manifestanti, sostenuti anche dalle dichiarazioni di imprenditori locali come Mario Oliveto, a pretendere il ripristino temporaneo dell’attraversamento ferroviario come bretella d’emergenza prima di consentire qualsiasi attività di cantiere. Sulla vicenda è intervenuto tempestivamente il sindaco Flavio Stasi, che ha avviato i primi contatti con il gestore ferroviario per congelare l’avvio delle opere.

LA DECISIONE DELLA PROVINCIA

Contestualmente, la Provincia di Cosenza si è attivata con un sopralluogo sul campo del consigliere delegato alla Viabilità, Giuseppe Turano. Quest’ultimo, d’intesa con il presidente Biagio Faragalli, ha formalizzato a RFI la richiesta di sospendere le lavorazioni per concordare una viabilità alternativa meno penalizzante, inserendo sul tavolo delle trattative la riapertura del vecchio passaggio a livello. L’ente provinciale ha, inoltre, colto l’occasione per fare chiarezza sulla reale entità del progetto.

Contrariamente alle prime frammentarie notizie di cantiere che parlavano della demolizione di un cavalcavia, l’intervento consiste nell’adeguamento dell’altezza utile del sottopasso ferroviario, oggi limitata a 2,80 metri. I lavori permetteranno di portare la sagoma a 4 metri, risolvendo uno storico collo di bottiglia che impedisce il passaggio ad autobus, mezzi d’opera e macchine agricole di grandi dimensioni. Un’opera ritenuta da tutti fondamentale e strategica, ma che necessita di essere gestita garantendo un’arteria di sfogo funzionale per non isolare interi quartieri e aziende rurali.


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