Via Ferri, dopo quattro anni ecco la svolta: al via gli espropri delle case e il nuovo parcheggio
Genova. Si avvicina la svolta per la complessa vicenda delle case di via Ferri a Fegino, assediate dalle opere del nodo ferroviario di Genova e finite da quattro anni in una sorta di limbo burocratico. La giunta comunale ha approvato la delibera che prevede l’esproprio degli edifici coinvolti e la variante urbanistica che permetterà di realizzare un nuovo parcheggio pubblico al loro posto. Oggi è arrivato il via libera in commissione in attesa del voto definitivo in consiglio comunale.
“Finalmente si avvia a conclusione una vicenda annosa per i residenti, che da troppo tempo attendono l’esproprio delle proprie abitazioni, ormai inserite in un contesto infrastrutturale fortemente compromesso, con un conseguente e significativo deprezzamento del loro valore – spiega l’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante -. In pochi mesi di mandato questa amministrazione, in collaborazione con il commissario Mauceri, Rfi e Regione Liguria, grazie anche alla disponibilità dei sindaci di Campomorone e Ceranesi, ha definito l’intervento e le relative indennità di esproprio e Pris, e individuato risorse per 3,2 milioni di euro che saranno a carico di Rfi. Si tratta di un’opera molto attesa dai residenti, che in parte compensa i disagi subiti a causa dei lavori del Terzo valico affidati al Cociv. Il nuovo parcheggio pubblico di via Ferri rappresenta un intervento concreto per migliorare la fruibilità del quartiere, rispondere alle esigenze di sosta dei residenti e accompagnare la trasformazione infrastrutturale dell’area con servizi utili alla comunità”.
Nel 2022 il Comune si era reso disponibile ad acquisire le aree, poi il commissario Mauceri aveva proposto di reperire i fondi per la demolizione e la realizzazione del parcheggio nell’ambito di un accordo risalente al 2012, a patto di stralciare alcune opere che però erano irrinunciabili per l’amministrazione. Così via Ferri era confluita nel masterplan della rigenerazione in Valpolcevera legata alla linea del Campasso, finanziata dal ministero dei Trasporti con 199 milioni di euro. Ma anche in quel caso era scattato un semaforo rosso, quindi è stata sottoscritta una nuova convenzione tra Rfi e Comune per sbloccare i fondi necessari residui dalla vecchia intesa. Fondamentale per il via libera la rinuncia da parte dei Comuni di Ceranesi e Campomorone.

Il posteggio avrà una capienza di 15 posti auto, di cui 2 per persone con disabilità, e 4 stalli per moto. L’area di intervento ha una superficie complessiva di circa mille metri quadrati. “Abbiamo richiesto, nell’ambito della fase istruttoria, di aggiornare il progetto con l’inserimento di alcune alberature, volte a prevenire il fenomeno dell’isola di calore, e con la realizzazione di pavimentazioni drenanti in un’ottica di depaving“, spiega ‘assessora all’Urbanistica e al Verde urbano, Francesca Coppola.
Gli edifici interessati sono i civici 14 e 16 di via Ferri, che oggi risultano “stritolati” dalle linee ferroviarie. Verranno espropriate in tutto 10 abitazioni e altri locali tra negozi e magazzini per un totale di oltre 1,2 milioni di somme riconosciute ai proprietari. L’architetto Giacomo Gallarati, dirigente della direzione Progettazione opere pubbliche del Matitone, ha spiegato che nei prossimi giorni saranno trasmessi gli schemi di accordo coi singoli proprietari, tra fine settembre e inizio ottobre arriveranno i decreti di esproprio e a novembre verranno versati i primi acconti.
“Siamo soddisfatti di poter finalmente concretizzare un intervento che il territorio richiede da anni – afferma la sindaca Silvia Salis – la realizzazione del parcheggio di via Ferri e la definizione degli espropri compensano, almeno in parte, i pesanti disagi a cui sono stati sottoposti i residenti della zona e rappresentano un passo avanti importante per la rigenerazione della Val Polcevera. Un progetto che si realizza grazie all’intenso lavoro dei nostri uffici e a una collaborazione costante ed efficace con il territorio e con il commissario Calogero Mauceri”.




