Liguria

Verde urbano, Ecoistituto ReGe all’attacco: “Solo annunci e contraddizioni”


Genova. In una nota diffusa il 23 agosto 2026, l’Ecoistituto ReGe analizza la gestione del verde urbano a Genova evidenziando un bilancio fortemente contraddittorio. Se da un lato l’Amministrazione comunale riconosce il suolo e le piante come infrastrutture ecosistemiche avviando il nuovo Piano del Verde e interventi di forestazione come quello di Piazzale Kennedy, dall’altro continuano a emergere decisioni in cui gli spazi verdi appaiono subordinati a edilizia e mobilità automobilistica. L’associazione sottolinea che “il verde non può essere una compensazione dopo aver deciso cemento, parcheggi e infrastrutture”.

Tra i casi citati figura il progetto di Piazza Acquaverde, dove alla pedonalizzazione davanti alla stazione di Principe si affianca alla progettazione di un nuovo silos da circa 130 posti auto, scelta che secondo l’organizzazione riflette la permanenza di “una cultura della mobilità che sembra ancora appartenere agli anni Ottanta”. La vera sfida, osserva l’Ecoistituto, dovrebbe essere ridurre la dipendenza dall’auto potenziando il trasporto pubblico e risanando AMT, considerata “una delle principali infrastrutture della transizione ecologica della città”. Un’analoga criticità viene rilevata per il nuovo parco di Piazzale Kennedy: pur valutando positivamente l’opera, l’associazione evidenzia la necessità di superare l’idea che ogni trasformazione debba prevedere nuove infrastrutture per i veicoli privati. Trasparenza e chiarimenti vengono richiesti anche per la rigenerazione di Valletta Carbonara in merito alle modifiche apportate al progetto del verde, all’evoluzione dei costi e alla destinazione degli spazi pubblici.

Sul tema del metodo di intervento, il comunicato richiama la vicenda dei Giardini Edoardo Sanguineti a Marassi, dove due pini domestici sono stati abbattuti e un terzo è stato salvato dopo le verifiche dell’assessorato. Ricordando che l’area è frequentata dai bambini della scuola Fanciulli e dai ragazzi del Polo Gravi della scuola Cambiaso, l’Ecoistituto chiede se siano state valutate alternative tecniche prima dei tagli, poiché le radici interferivano con manufatti privati senza un rischio imminente di crollo. L’associazione precisa che sostituire un albero adulto con esemplari giovani non restituisce subito i medesimi servizi ecosistemici in termini di ombra, raffrescamento e assorbimento di CO₂.

Richiamando le ricerche del CNR sull’efficacia della copertura arborea contro le ondate di calore, la nota conclude affermando che l’albero urbano deve essere considerato “un’infrastruttura climatica, sanitaria e ambientale”. Il nuovo Piano del Verde potrà rappresentare una svolta solo se diventerà una politica trasversale integrata con PUC, Piano della Mobilità e politiche sanitarie, poiché “nel 2026 Genova non ha bisogno semplicemente di piantare più alberi”, ma “di una città che sappia finalmente riconoscere il valore degli alberi che già possiede”.




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