Primo stipendio docenti e ATA: cosa controllare per evitare ritardi con NoiPA

Con l’avvio dell’anno scolastico, migliaia di docenti e ATA prenderanno servizio dal 1° settembre con un nuovo contratto, a tempo determinato o indeterminato.
Nei primi giorni è importante verificare che presa di servizio, contratto e dati necessari al pagamento siano stati correttamente acquisiti.
Un ritardo nella trasmissione o un’anomalia nei dati può infatti far slittare l’ingresso nella prima emissione stipendiale utile.
Contratto e presa di servizio: il primo controllo
Dopo la presa di servizio, la scuola gestisce attraverso SIDI il rapporto di lavoro e la relativa trasmissione a NoiPA.
La semplice firma del contratto non conclude quindi la procedura: il rapporto deve essere correttamente acquisito dai sistemi. In caso di dubbi è utile chiedere alla segreteria di verificare lo stato del contratto e l’eventuale presenza di errori o anomalie.
Controllare i dati per l’accredito
Attenzione anche alle coordinate bancarie. È opportuno verificare che l’IBAN comunicato sia corretto e riferito a un conto sul quale il lavoratore possa ricevere regolarmente l’accredito.
Un dato errato può causare problemi nella corresponsione dello stipendio o lo storno del pagamento.
Il primo stipendio arriverà già a settembre?
Per docenti e ATA con contratto a tempo indeterminato o fino al 30 giugno o al 31 agosto, il pagamento segue normalmente il ciclo stipendiale ordinario. L’accredito, salvo modifiche del calendario, avviene il 23 del mese.
Chi prende servizio dal 1° settembre riceverà lo stipendio nella prima emissione utile se il contratto viene acquisito ed elaborato nei tempi necessari. In caso contrario, le somme spettanti non vengono perse, ma vengono corrisposte con una lavorazione successiva.
Supplenze brevi: pagamenti più regolari
Per le supplenze brevi e saltuarie l’iter è diverso: la rata deve essere autorizzata dalla scuola e completare le successive fasi di lavorazione prima di poter essere inserita in un’emissione NoiPA.
Negli ultimi mesi la regolarità dei pagamenti è migliorata, anche grazie agli interventi messi in campo dal Ministero per ridurre i ritardi che in passato hanno interessato molti supplenti. Quando la procedura si conclude senza anomalie, l’accredito avviene frequentemente verso la fine del mese successivo a quello lavorato, attraverso un’emissione speciale NoiPA. Non si tratta però di una data automatica o garantita: i tempi dipendono dallo stato della singola rata e dalla sua autorizzazione entro le scadenze previste per l’emissione.
Nell’area riservata possono comparire diversi stati della lavorazione, tra cui “Autorizzato scuola”, “Autorizzato pagamento” e successivamente “Liquidato”.
Cosa fare se lo stipendio non arriva
Se il contratto non risulta correttamente acquisito o il pagamento tarda ad arrivare, il primo riferimento è la segreteria scolastica, che può verificare lo stato del rapporto di lavoro e l’eventuale presenza di anomalie.
Il lavoratore può inoltre controllare nell’area personale NoiPA la presenza dei pagamenti e, quando disponibile, del relativo cedolino.
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