Emilia Romagna

Valle del Lamone, proseguono i lavori per la messa in sicurezza del territorio. La Provincia: “Interventi improrogabili”


Proseguono nella Valle del Lamone gli innumerevoli cantieri provinciali che si sono resi necessari per il ripristino della sicurezza e della viabilità a seguito delle migliaia di crolli e frane avvenute in concomitanza delle alluvioni degli anni scorsi.

“Tra qualche tempo sarà ultimato il cantiere di San Cassiano dove è stata appena completata la nuova linea del gas che ha comportato la deviazione più importante. Questo consente di dare ultimazione ai restanti lavori in tempi brevi con la conseguente eliminazione del semaforo e la normale apertura al traffico a doppio senso di circolazione – spiegano dalla Provincia –. Per quanto riguarda invece il cantiere di Ponte Nono, questo era necessario e improrogabile, poiché senza questi interventi l’area sarebbe stata integralmente esposta al rischio di ulteriori crolli, nel quale caso si sarebbe giunti alla chiusura definitiva del tratto in quanto non sono possibili percorsi alternativi, dato che questa tipologia di strade presenta vincoli dai quali non si può prescindere e non si possono quindi identificare tracciati diversi”.

In questo cantiere, nello specifico, son stati completati gli 80 pali diametro mille, lunghi 20 metri, che servono alla stabilizzazione dell’area e alla prevenzione di altri crolli e verrà ora ultimata la berlinazione (a partire dal 24 agosto). Per quanto riguarda altri semafori presenti nella vallata del Lamone, quello sulla SP 23 (Monticino), a seguito degli interventi completati a cura della Provincia di Ravenna, verrà lasciato sul verde (senza quindi interrompere il flusso del traffico), scatterà invece il rosso solamente in presenza di movimenti del terreno, aumentando così la sicurezza di tutti.

“Attualmente è in vigore l’ordinanza che tutela i lavoratori nelle ore più calde, questo spiega perché nel corso della giornata i cantieri possano apparire inattivi – concludono dalla Provincia –. Con le temperature che si stanno registrando non è possibile svolgere lavori all’aperto nelle ore più calde della giornata. Questa ovviamente è una garanzia fondamentale e tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Le imprese assegnatarie hanno comunque l’obbligo di risultato di finire i lavori entro i termini contrattuali e oggi non risultano ritardi nei cantieri indicati”.


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