Flavio Contin (83 anni), il “Serenissimo” del blitz di San Marco, sconterà 32 mesi ai servizi sociali

A 83 anni Flavio Contin, tra i protagonisti dell’assalto al campanile di San Marco del 1997, dovrà scontare una condanna definitiva di 2 anni e 8 mesi in affidamento ai servizi sociali. La misura è stata concessa dal Tribunale di Sorveglianza dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso contro la sentenza d’appello, rendendo definitiva la pena.
I fatti
La vicenda per cui Contin sconterà la condanna non riguarda l’assalto al campanile di San Marco, a Venezia, nella notte tra l’8 e 9 maggio 1997, con il famoso “tanko”, una sorta di “carro armato” del tutto innocuo. Come si apprende da Il Mattino di Padova, l’ex elettricista di Casale di Scodosia era stato infatti assolto in via definitiva dalle accuse di banda armata e associazione sovversiva legate a quell’episodio. Il procedimento che si è concluso in questi giorni riguarda invece il cosiddetto “tanko 2.0”, il progetto secessionista del 2014, fermato prima che potesse entrare in azione.
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In quel procedimento erano cadute le accuse più gravi, tra cui quella di associazione sovversiva, ma Contin è stato condannato per la tentata fabbricazione di due cannoncini artigianali che, secondo l’accusa, avrebbero dovuto costituire l’armamento del mezzo. In primo grado la pena era stata fissata in 4 anni e 6 mesi, poi ridotta in appello a 2 anni e 8 mesi. Con il rigetto del ricorso in Cassazione, la sentenza è diventata definitiva e, trattandosi di una pena inferiore ai tre anni, è stato disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Le dichiarazioni di Contin
«Noi non siamo mai stati un movimento violento – afferma Contin a PadovaOggi -. Sono stati i cronisti a chiamarci “i Serenissimi”: noi ci siamo sempre considerati dei veneti patrioti. L’azione del 1997 voleva essere una provocazione per far prendere coscienza ai veneti della propria identità e la non violenza è stata riconosciuta anche dai tribunali».
Alla domanda su come viva oggi la condanna, l’83enne non nasconde l’amarezza: «È la stessa domanda che si farebbe a chi viene derubato dai ladri e poi si vede pure condannato a pagare i danni agli assalitori, ai criminali. Sostanzialmente questa è la giustizia italiana».
Servizi sociali
Nei dettagli, il provvedimento non è ancora noto, e motivazioni e indicazioni concrete non sono al momento divulgabili. Quel che è certo è che Contin sarà seguito dai servizi sociali del Comune di Casale di Scodosia, che lo impegnerà in opere e attività di pubblica utilità: sarà lo stesso Comune a stabilire in cosa consisteranno. Non si esclude inoltre che all’83enne vengano imposte alcune prescrizioni, legate ad esempio al luogo di residenza, agli orari di rientro e uscita, o al divieto di frequentare determinati locali.
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