Va in carcere per l’omicidio di Tavullia, ora (con il penalista Taormina) chiede un milione di danni per le martellate ricevute in testa

PESARO Condannato per omicidio, ora è parte lesa in un processo per lesioni. E la difesa, con il noto penalista Carlo Taormina, chiede un maxi risarcimento da un milione e 300mila euro di euro per lui e i familiari. Ieri davanti al Gup il caso di Arthur Cerria, il 38enne albanese residente a Tavullia, condannato a 14 anni e 2 mesi per l’omicidio del connazionale 38enne Dritan Xhepaxhius, alias Idrizi, ucciso a coltellate il 7 agosto 2024. Ma in quello scontro Cerria era stato preso a martellate in testa, tanto da rimediare 42 giorni di prognosi.
E con lui anche la moglie e il figlio avevano rimediato 7 giorni di prognosi. Ecco allora il processo parallelo, quello che vede un 30enne cameriere residente a Cattolica e un 56 anni, carrozziere di San Giovanni in Marignano, accusati di lesioni aggravate dall’uso di spranghe. Presto il processo entrerà nel vivo con i due indagati difesi dall’avvocato Ippoliti di Rimini. Taormina, il noto legale conosciuti per i casi nazionali come Cogne o per la difesa di Andreotti e Craxi, è pronto a chiedere come risarcimento 1 milione di euro per Cerria, 300 per la moglie e il figlio.




