il Comune di Macerata non dovrà pagare 940mila euro
MACERATA Anziani falciati e uccisi mentre attraversano in viale Indipendenza, secondo l’assicurazione la responsabilità è del Comune per l’assenza di illuminazione e chiede la restituzione di quanto versato agli eredi degli anziani, oltre 940mila euro. Per la Corte di Appello di Ancona invece la responsabilità è solo dell’automobilista, non dell’ente.
La vicenda
L’incidente era avvenuto il 6 ottobre del 2018.
Alle 18.59 moglie e marito di 78 e 80 anni furono travolti da una Fiat Panda mentre attraversavano la strada sulle strisce pedonali. Lei morì cinque giorni dopo, il coniuge a distanza di un mese e mezzo. La compagnia assicuratrice dell’auto pagò agli eredi 941.500 euro, tentando poi di rivalersi sull’amministrazione comunale. Secondo l’assicurazione, infatti, l’ente locale aveva le sue responsabilità perché al momento dell’impatto i lampioni della pubblica illuminazione erano spenti, accendendosi automaticamente solo un minuto dopo, alle 19.
Dopo due giorni però il Comune aveva anticipato l’accensione alle 18.44 e successivamente aveva dotato il passaggio pedonale di una specifica illuminazione e segnaletica orizzontale e verticale luminosa. Ma per il Tribunale queste condotte del Comune sarebbero state piuttosto degli atti “prudenziali”, mentre la responsabilità era stata esclusivamente del conducente dell’auto, un 87enne. Sulla stessa linea i giudici di secondo grado che hanno confermato la precedente decisione del giudice di Macerata. La strada dove è avvenuto l’incidente era rettilinea, in ottimo stato di manutenzione e dotata della necessaria segnaletica. La temporanea assenza di luce artificiale per la Corte non costituiva un’insidia.
Il penale
L’anziano alla guida dell’auto, già condannato in sede penale a due anni e sei mesi per omicidio stradale, procedeva a una velocità non adeguata né alle condizioni meteo-visive del momento (c’era una leggera pioggia) né al limite di 40 chilometri orari. A confermarlo sono stati i rilievi della polizia locale sulle tracce di frenata e sulla violenza dell’urto. L’appello è stato pertanto respinto con la condanna della compagnia assicurativa al pagamento di ulteriori 15mila euro per le spese di lite.



