«Una storia dietro ogni capo»

BRESSANONE. A Bressanone il vintage torna protagonista. Questo fine settimana, sabato 26 settembre dalle 10 alle 17 gli spazi dell’Astra ospiteranno la seconda edizione del Vintage Market & More, una giornata dedicata al vintage, alla moda legata al second hand e al riuso con ingresso gratuito. Tra gli organizzatori dell’iniziativa c’è Diamanda Piol-Giovanett, conosciuta soprattutto tra i più giovani come @therealdiamanda , brissinese classe 1994, content creator, modella e appassionata di storia del costume. Il suo rapporto con il vintage nasce durante l’infanzia, quando ha accompagnato i genitori nei mercatini di ricerca in Italia e in Europa. Negli anni quella passione si è trasformata in uno stile personale e in un percorso sempre più legato alla sostenibilità e alla riscoperta della moda del passato.
Com’è nata questa idea del mercatino vintage?
È sempre stata una mia passione sin da piccola. Ero sempre appassionata dei mercatini, già da piccola andavo con i genitori e questa cosa mi è rimasta dentro. Crescendo ho continuato a cercare, a osservare e ad appassionarmi sempre di più al vintage. A Bressanone manca una zona espressamente dedicata al vintage e al second hand. Quindi a un certo punto ho pensato: perché no? Perché non organizzare un evento che in qualche modo fosse in grado di colmare questa lacuna? L’Astra mi sembrava il posto giusto perché è un luogo informale, dove si incontrano tutte le persone, ma soprattutto è un luogo di cultura e confronto. L’idea è quindi quella di creare non soltanto un mercatino, ma una giornata in cui le persone possano incontrarsi, curiosare, scoprire pezzi particolari e avvicinarsi a questo mondo.
Com’è arrivata al vintage?
Faccio la content creator e influencer ormai dal 2012. Ho iniziato con la fast fashion e poi, con il tempo, mi sono totalmente staccata da questo mondo che, a mio parere, è molto superficiale e non mi appartiene. A un certo punto ho sentito il bisogno di cercare qualcosa che mi rappresentasse di più, sia dal punto di vista estetico sia da quello personale. Mi sono quindi specializzata nel vintage e nel mondo ecosostenibile. Per me non è soltanto una questione di abbigliamento: dietro un capo vintage c’è una storia, c’è qualità e spesso c’è una spiccata capacità e attitudine artigianale che oggi è sempre più difficile trovare.
Dove e come è nato questo percorso?
Diciamo che lavoro più che altro all’estero proprio per questo, perché in Italia ancora manca, anche se sono molto contenta che man mano stia crescendo sia l’interesse sia la passione verso il vintage. Quando parlo di estero intendo soprattutto Inghilterra e Francia. Mi hanno contattato tantissime aziende, brand e negozi e questo mi ha permesso di conoscere realtà molto diverse e di continuare a coltivare la mia passione. Ho sempre fatto anche la modella e la fotomodella, già da quando avevo 18 anni, quindi ero abituata a viaggiare per lavoro. Il mondo della moda mi ha dato la possibilità di vedere tante realtà e, allo stesso tempo, di capire sempre meglio quale fosse la direzione che volevo seguire.
Ha mai pensato di trasformare questa passione in una vera attività?
Mi piacerebbe molto, però è piuttosto difficile. Realizzare una cosa del genere oggi non è semplice. Anche i negozi stanno chiudendo presto, è una piazza difficile. Credo però che proprio per questo sia importante creare occasioni come il Vintage Market & More. Il vintage può diventare un’alternativa alla moda veloce e un modo per riportare l’attenzione sulla qualità, sulla durata dei capi e sul riuso. Mi piacerebbe che questa sensibilità crescesse sempre di più anche in Italia e in Alto Adige.
Qual è allora il suo obiettivo per il futuro?
Obiettivi ne ho tanti. Se dovessi metterne uno a fuoco in particolare, direi coltivare la mia creatività. Soprattutto in questo campo mi piacerebbe molto continuare a sperimentare, creare e trovare nuove idee. Avere un mio brand? Anche, però è tutto ancora per aria. Non ho un progetto definito, preferisco lasciare che le cose maturino con il tempo. Sicuramente vorrei continuare a lavorare nel mondo che mi appassiona, mantenendo quella libertà creativa che per me è fondamentale.
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