una spedizione punitiva con cinque giovani nei guai

FERMO Aggressione in piazza del Popolo: cinque denunciati. Nei guai sono finiti tutti ragazzi intorno alla ventina, nordafricani. È l’esito di un’indagine lampo effettuata dalla polizia, dopo quanto successo nel weekend nel cuore della città.
Il blitz
L’allarme era scattato, appunto, sabato notte. A lanciarlo era stato un residente, che aveva assistito al parapiglia. Sette i ragazzi coinvolti, in quella che più una rissa è sembrata una vera e propria aggressione. O meglio, una spedizione punitiva a tutti gli effetti, organizzata forse per punire qualcuno per qualche sgarro.
Secondo quanto emerso, il gruppetto dei cinque aveva preso di mira altri due coetanei. Un italiano e un altro nordafricano. E sembrerebbe che proprio quest’ultimo fosse l’obiettivo dell’agguato. Nel caos che ha generato il blitz, sono volati calci, pugni e urla. Il ragazzo. individuato come la vittima designata dal raid, è stato colpito con un tavolo in faccia da uno del branco, riportando la frattura del setto nasale. Il residente che aveva sentito il frastuono ha lanciato subito l’allarme. Sul posto sono così arrivati polizia, carabinieri e guardia di finanza, impegnati già in un servizio interforze sul territorio.
La fuga
Quando hanno sentito le sirene, tutti i ragazzi coinvolti sono scappati per i vicoli del centro. Sia il branco, sia i due che erano finiti nel mirino, hanno fatto perdere le proprie tracce. Gli agenti della questura nell’immediatezza sono riusciti subito a trovare due ragazzi del branco su 5, sequestrando poi un machete e un coltello che avevano con loro. Le ricerche sono poi continuate e gli agenti sono riusciti a chiudere i cerchio.
Le armi
La polizia, in poche ore, ha infatti trovato e identificare gli altri tre e in questo caso è stato trovato anche un storditore elettrico.
Tutti e cinque i ragazzi sono stati denunciati. Non è escluso che nei loro confronti possano essere emessi ulteriori provvedimenti da parte del questore. Peraltro, tutti e cinque erano già stati identificati prima del blitz proprio grazie al servizio interforze messo in campo per controllare il territorio. Così non appena gli inquirenti hanno ricevuto le descrizioni, anche se sommarie, del gruppetto che aveva scatenato il caos, si sono messi subito alla caccia dei cinque che avevano appunto identificato poco prima.
Visto il tipo di armi sequestrate al branco, un machete, un coltello e uno storditore elettrico e vista la dinamica di quanto accaduto, la principale ipotesi investigativa è che si fosse trattato di una vera spedizione punitiva nei confronti del giovane nordafricano. Per quale motivo non è chiaro ancora, probabilmente per punirlo di quello che è stato ritenuto uno sgarro di qualche tipo. Non è escluso che all’origine possa esserci il controllo di qualche piazza di spaccio.
Di sicuro c’è che l’episodio ha destato una certa preoccupazione, anche perché non è il primo del genere che si verifica tra il capoluogo e la costa. Tanto che anche il Sim, il sindacato dei carabinieri era intervenuto, lanciando un appello: «Chiediamo che la sicurezza urbana torni a essere una priorità del governo locale, al pari della promozione turistica».




