Una sfida che non può essere ridotta alla sola disponibilità di finanziamenti

“L’unione sociale, economica e politica del territorio è già una realtà. Ora occorre trasformarla in una strategia comune per servizi, infrastrutture, ambiente e tutela del territorio. La proposta di costruire una Grande Vasto, attraverso una maggiore integrazione tra Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio, merita di essere affrontata con serietà e senza lasciarla diventare l’ennesimo tema di contrapposizione politica o di campanilismo”. A dichiararlo è l’associazione Konsumer Italia – sede di Vasto, ritenendo che il tema non debba essere affrontato esclusivamente nella prospettiva della disponibilità di nuovi finanziamenti pubblici.
“Al contrario – spiega l’avvocato Alessandro Scampoli per conto dell’associazione – la prima domanda da porsi è se una maggiore integrazione tra le comunità del territorio possa consentire di utilizzare meglio le risorse già disponibili, razionalizzare i servizi, coordinare gli investimenti e programmare in maniera più efficace lo sviluppo territoriale in funzione ambientale, di riconversione e di risparmio del consumo di suolo. E la risposta, a nostro avviso, è sì. La realtà quotidiana dimostra infatti che una Grande Vasto sociale ed economica esiste già. Migliaia di persone si spostano quotidianamente tra Vasto, San Salvo, Cupello e gli altri comuni del comprensorio per lavorare, studiare, utilizzare i servizi sanitari, fare acquisti e svolgere attività professionali”.
Secondo Konsumer esiste già una sostanziale integrazione anche sotto il profilo delle infrastrutture: la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo, le aree industriali e artigianali, la rete viaria, il porto, l’autostrada e, più recentemente, la ciclabile della Via Verde, che ha contribuito concretamente ad avvicinare e collegare le marine di Vasto e San Salvo.
“È quindi evidente che il territorio non può più essere programmato come una sommatoria di singoli comuni che procedono separatamente. La Grande Vasto – prosegue Scampoli – non deve necessariamente significare, almeno nell’immediato, la fusione amministrativa di quattro o più Comuni ma può e deve significare innanzitutto una capacità nuova di ragionare insieme. Una vera pianificazione comprensoriale, capace di superare i confini amministrativi quando questi diventano un ostacolo alla qualità dei servizi e alla tutela del territorio”.
Per Konsumer Italia, uno dei principali vantaggi di una maggiore integrazione sarebbe proprio la razionalizzazione delle risorse e dei servizi pubblici anche se la vera sfida riguarda soprattutto la programmazione del territorio. “Non è più sostenibile immaginare lo sviluppo urbanistico dei singoli comuni senza considerare ciò che accade nei territori confinanti. In questa prospettiva, la Grande Vasto potrebbe diventare anche l’occasione per una nuova stagione di rigenerazione urbana, privilegiando il recupero del patrimonio edilizio esistente, la riqualificazione dei centri abitati e delle aree già urbanizzate, anziché continuare ad espandere il territorio attraverso nuove edificazioni.
Vasto e San Salvo, insieme a Cupello e Monteodorisio e gli altri centri, possiedono caratteristiche differenti ma complementari: costa, riserve naturali, patrimonio storico, produzioni agricole, attività produttive e paesaggio. Una promozione turistica realmente comprensoriale potrebbe offrire un prodotto molto più articolato rispetto alla competizione tra singole amministrazioni.
Per la sede territoriale di Konsumer Italia, la Grande Vasto dovrebbe essere soprattutto un progetto di territorio. Non una semplice operazione di ingegneria amministrativa e nemmeno una battaglia per spostare un baricentro politico. Dovrebbe essere una scelta strategica per garantire alle future generazioni un territorio più efficiente, meglio collegato, più competitivo e soprattutto più rispettoso dell’ambiente. Per Konsumer Italia – la conclusione al momento – il dibattito deve essere aperto alla cittadinanza, alle associazioni, alle categorie produttive e alle istituzioni locali. Prima ancora di discutere della possibile fusione dei Comuni, sarebbe opportuno avviare un percorso istituzionale permanente tra Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio e gli altri comuni del comprensorio, finalizzato alla definizione di un piano strategico comune per infrastrutture, servizi, mobilità, sviluppo economico, turismo e tutela ambientale.
Perché la Grande Vasto, sotto molti aspetti, esiste già nella vita quotidiana dei cittadini. Ora la politica e le istituzioni hanno il compito di prenderne atto e di trasformare questa integrazione spontanea in una visione comune, programmata e lungimirante del futuro del territorio”.
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