“Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane”. Nuovo atto intimidatorio contro il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella
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Nuovo atto intimidatorio contro il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella. A distanza di qualche mese dal ritrovamento dei proiettili da guerra posizionati dinanzi al portone di casa, il sindaco è stato bersaglio di un secondo avvertimento: una missiva anonima recapitata a mano all’interno della cassetta postale. Il testo racchiude pesanti minacce di morte indirizzate direttamente ai suoi familiari e all’animale domestico. Tra i passaggi più inquietanti della lettera compare l’avvertimento: «Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane».
La Scarcella ha provveduto ad allertare immediatamente l’Arma dei carabinieri, che ha avviato le indagini ed è al lavoro per analizzare le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della zona. Nonostante il clima di tensione, il sindaco ha ribadito con decisione di non voler cedere alle minacce e di proseguire la propria azione di governo alla guida del Comune. Contestualmente, è stata sollecitata la Prefettura di Reggio Calabria affinché valuti l’adozione delle necessarie misure di protezione previste dalle tutele per gli amministratori locali oggetto di intimidazione.
Sulla questione è intervenuto il presidente del consiglio comunale Ranieri in un lungo post su Facebook:
“Grave sdegno e ferma condanna per le minacce rivolte al Sindaco e alla sua famiglia. Esprimo, a nome mio e dell’intero Consiglio comunale, la più ferma condanna e il più profondo sdegno per le gravi minacce rivolte al Sindaco della nostra città e alla sua famiglia, e in particolare per la minaccia di morte rivolta ai suoi figli. Si tratta di un gesto vile e inaccettabile, che non può essere derubricato a semplice atto intimidatorio nei confronti di una persona, perché quando viene minacciato un Sindaco viene colpita l’intera comunità che rappresenta, vengono colpite le istituzioni democratiche e viene messa in discussione la libertà e la serenità con cui deve poter essere esercitata l’azione amministrativa.
Chi ricorre alla minaccia e all’intimidazione tenta di imporre con la paura ciò che non può e non deve essere imposto attraverso gli strumenti della democrazia. È per questo che a simili gesti occorre rispondere con fermezza, unità e determinazione, riaffermando il valore delle istituzioni e la forza dello Stato di diritto.
Ma ciò che rende ancora più grave quanto accaduto è che dietro il ruolo istituzionale vi è una persona: una professionista, una donna, una moglie e una madre che ha scelto di dedicare tempo, energie e responsabilità al servizio della propria città, affrontando quotidianamente il peso e le difficoltà dell’amministrare e continuando a mettere il bene della comunità al centro del proprio impegno.
Nessuno può pensare che l’esposizione pubblica e l’impegno politico-amministrativo possano trasformarsi in un prezzo da pagare anche nella sfera privata, né che la famiglia di chi ricopre un incarico istituzionale possa diventare bersaglio di intimidazioni e minacce. Alla persona e alla famiglia del Sindaco rivolgo, pertanto, la piena e incondizionata vicinanza del Consiglio comunale, nella consapevolezza che in momenti come questo è necessario essere ancora più uniti e ancora più determinati nel difendere i principi sui quali si fonda la nostra comunità. Auspico, infine, che lo Stato e tutte le istituzioni preposte sappiano assicurare la massima attenzione alla vicenda e che ai responsabili di questi vili gesti venga data una risposta ferma, autorevole e tempestiva. La città non si lascia intimidire. Di fronte alle minacce, le istituzioni democratiche non arretrano: restano in piedi, unite, e continuano ad amministrare nell’interesse della comunità.”
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