Una città senza barriere e sempre più accessibile: adottato il nuovo Peba

Abano Terme compie un passo importante verso una città sempre più accessibile, inclusiva e semplice da vivere. La giunta comunale ha adottato il nuovo piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), lo strumento che guiderà le scelte e gli investimenti dei prossimi anni per migliorare edifici, marciapiedi, percorsi e spazi pubblici. Non si tratta soltanto di abbattere una barriera o sistemare un marciapiede. Il nuovo Piano cambia prospettiva: considera insieme barriere fisiche, sensoriali e cognitive, partendo da un principio molto concreto: una città più facile da percorrere per una persona con disabilità è una città migliore anche per un anziano, un genitore con un passeggino, un bambino o un turista.
Il Peba aggiorna uno strumento comunale che risaliva addirittura al 1992 e nasce da un lavoro capillare sul territorio. Sono stati analizzati e mappati circa 60 chilometri di percorsi pedonali e spazi pubblici, georeferenziando le principali criticità. Una vera e propria fotografia dell’accessibilità di Abano, costruita anche attraverso il confronto con associazioni e realtà impegnate quotidianamente sul fronte della disabilità.
«Sessanta chilometri analizzati significano conoscere la città metro per metro, sapere dove sono i problemi e poter decidere dove intervenire prima – ha sottolineato il sindaco Federico Barbierato – vogliamo lasciare ad Abano non un elenco di buone intenzioni, ma uno strumento concreto per continuare a cambiare la città. L’accessibilità non riguarda una minoranza: riguarda tutti noi. Oggi può servire a una persona con disabilità, domani a un anziano, a una famiglia con un passeggino o semplicemente a ciascuno di noi». Il Peba diventerà infatti parte della programmazione comunale e dialogherà con le opere pubbliche e con gli altri strumenti di pianificazione: ogni volta che la città progetterà, riqualificherà o investirà, l’accessibilità dovrà diventare sempre più un criterio ordinario e non un’aggiunta successiva.
«In questi anni – ha concluso il primo cittadino – abbiamo lavorato su strade, verde, mobilità, edifici e spazi pubblici. Ora aggiungiamo un principio che deve attraversare tutto: nessuno deve sentirsi ospite nella propria città. Abano deve poter essere vissuta da tutti, con la maggiore autonomia possibile. È anche questo il significato concreto di una città che vuole essere accogliente».
Con l’adozione parte ora anche il percorso di partecipazione: il Piano sarà depositato per 30 giorni e nei 30 giorni successivi cittadini, associazioni e soggetti interessati potranno presentare osservazioni. Seguirà l’approvazione definitiva del consiglio comunale. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: fare di Abano una città nella quale l’accessibilità non sia più l’eccezione da progettare, ma la normalità da garantire.
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