Perugia, arredi in piazza del Bacio più un Patto per mercati ed eventi: la proposta di 30 tra studenti e dottorandi

Primo passo per la riqualificazione urbana dell’incompiuta piazza del Bacio, accompagnato da un «manuale d’uso che l’amministrazione comunale potrà utilizzare concretamente per migliorare la qualità della vita» nel quartiere di Fontivegge, ma anche altrove. È la dote di “Common playground Perugia”, il workshop di sei giorni dedicato a «ricerca, urbanismo tattico e co-progettazione», avviato lo scorso 7 settembre dal Comune di Perugia in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Perugia, Temporiuso e Università di Perugia.
A partecipare un gruppo di 30 giovani tra studenti e dottorandi provenienti da tutta Italia, con competenze differenti, dal design della comunicazione all’architettura, dall’economia al design. Loro hanno compiuto un lavoro di analisi e ascolto di chi in piazza del Bacio e Fontivegge vive e lavora, ricerca e progettazione, i cui risultati sono stati presentati sabato mattina, quando in piazza del Bacio sono anche mostrate le prime installazioni fisiche, ossia moduli realizzati in autocostruzione con la cooperativa Attrezzeria urbana.
Si tratta di tavoli, panche flessibili e quinte con coperture per proteggere da sole e pioggia, che sono stati realizzati durante il workshop a cielo aperto, quindi nell’arco di pochi giorni, con la finalità di proporre arredi in grado di garantire «momenti di riposo e studio all’aperto o anche per merende comunitarie», è stato spiegato durante la conferenza stampa, a cui hanno partecipato gli assessori Davide Grohmann e Fabrizio Croce, la direttrice dell’Aba Tiziana D’Acchille col prof Marco Tortoioli Ricci, l’architetta e designer Isabella Inti, anche al lavoro di “Common playground” hanno contribuito anche il prof dell’UniPg Antonio Picciotti e la designer Valeria Ciffarelli. Per ora i moduli sono stati temporaneamente posizionati negli spazi della Regione (palazzo Broletto), ma l’obiettivo è di affidarli alle associazioni.
Successivamente, comunque, arriverà anche il «modulo media e cultura» ossia «un info point di quartiere abbinato a uno schermo/video wall per proiezioni cinematografiche all’aperto e presentazioni di libri», una serie di «dispositivi ludico-sportivi», precisamente si tratterà di «attrezzature flessibili con tavoli da ping-pong e altalene per dare risposta alle richieste di bambini e famiglie del quartiere»; ed «elementi di festa e musica», vale a dire «casse di risonanza acustiche e un grande festone mobile di 20 metri, simbolo visivo della festa e dell’incontro multiculturale». Chiaro è che gli arredi e le dotazioni dovranno essere removibili in base alle finalità d’uso, onde evitare che gli allestimenti restino in piazza del Bacio senza un impiego.
Ma “Common playground Perugia” non è solo arredo. Al termine della sei giorni è stato infatti proposto anche «un modello di governance condivisa», cioè «un’ipotesi di P atto di collaborazione per mettere in rete associazioni locali, lavoratori del Broletto, studenti, residenti e realtà culturali» della zona. L’obiettivo dell’operazione è «coordinare un palinsesto di attività strutturato, con appuntamenti settimanali, quali i mercati agricoli a filiera corta, i mercatini del design, swap party e attività ludico-sportive quotidiane», mentre a «cadenza mensile» si punta a organizzare «proiezioni di cinema all’aperto, piccoli concerti e incontri letterari organizzati in sinergia con la Biblioteca delle nuvole». Una volta l’anno, invece, c’è l’ambizione di presentare «grandi eventi festivi e culturali a carattere nazionale e internazionale». Per raggiungere il risultato viene considerata fondamentale una sorta di bando o call del Comune di Perugia che assegni alle associazioni la “gestione” della programmazione.
«L’Accademia ‘Vannucci’ ha sviluppato negli anni un metodo che non è soltanto didattico, ma anche di ricerca, che oggi vediamo calato concretamente in un progetto operativo», ha detto la direttrice D’Acchille nel suo intervento, mentre il prof Tortoioli Ricci ha sottolineato come il workshop sia stato «un percorso intenso non solo dal punto di vista dell’analisi, della ricerca e della progettazione, ma anche della realizzazione materiale».
Per l’assessore Croce il manuale in sette mosse rappresenta «una linea guida preziosa per l’amministrazione e per gli operatori della città, utile a creare strumenti capaci di rivitalizzare uno spazio e farlo vivere attraverso momenti di socialità, cultura e vita comune». A considerare “Common playground Perugia «un’opportunità importante per la nostra città» è l’assessore Grohmann secondo cui a rilevare «non sono solo le ricadute immediate o più rapide che potrà avere per il quartiere di Fontivegge, ma anche per quelle a lungo termine»
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