Un gruppo che dovrà essere ricordato

La Champions League per il secondo anno consecutivo resta a Perugia. È questo il verdetto inappellabile del taraflex, che ha fatto sì che la Sir Sicoma Monini Perugia emulasse dopo quindici anni abbondanti Trento, l’ultima italiana riuscita nell’impresa.
Lo scorso anno Angelo Lorenzetti era riuscito ad infrangere il tabù europeo e ora ci ha preso gusto con un bis da favola:
“Questa rappresenta la chiusura di un cerchio e di un percorso di un gruppo che cambierà non in toto ma che dovrà rimanere nei ricordi di Perugia perché ha fatto molto. È stato importante sia dal punto di vista tecnico che relazionale in quanto capivo che il mio modo di fare doveva essere modificato. Ci ho provato. Per vincere bisognava stare fianco a fianco ed è soddisfazione vedere come si è giocato il primo set. Sono grato perché si può lavorare ma non sempre si ottengono risultati così grandi”.
È arrivato il quarto titolo stagionale ma si guarda avanti: “Si sta bene qua. Questo stile di accoglienza è qualcosa che non dobbiamo esporre ma caratteristico di questo ambiente. Ora c’è da metterci del nuovo. Ci sarà da trovare lo stimolo per un’evoluzione perché rifondare è un rischio, ma le grandi nazionali e società sanno che alcune cose che non vuoi andranno fatte. Il percorso inizierà con l’accoglienza e non con il confronto”.
I protagonisti sul campo
Wassim Ben Tara chiude la sua avventura a Perugia da trascinatore assoluto: “Non saprei descrivere questo momento. Non è una parola che basta, ci meritiamo questo titolo. Sono orgoglioso di questa squadra. Siamo campioni d’Italia, d’Europa e del mondo fino a dicembre”. Un altro poker: “Sono un po’ dispiaciuto di non aver fatto cinque su cinque ma va benissimo così”. Si passa all’analisi della partita: “Il primo set è stato nervoso da tutte le parti. E’ stato importante averlo vinto e per prendere ritmo. Sapevo che con la battuta avrei potuto fare la differenza e alzare questa coppa”.
Chi dovrebbe far parte della Sir del futuro è Oleh Plotnytskyi: “Grazie a tutti i tifosi, bellissimi. Hanno meritato anche loro questa coppa e questa medaglia. Il poker? Se festeggiamo come due anni fa è tanta roba. È stata una partita molto bella. Abbiamo giocato come sapevamo facendo vedere sul campo il nostro lavoro”. Sulla stagione: “I nuovi giocatori li mettiamo nel nostro cerchio, con cura e siamo sempre uniti. Questo è molto bello. Individualmente sono cresciuto perché ci sono cose che hanno iniziato a funzionare. Spero di migliorare in qualche aspetto personale”.
Contributo di esperienza fondamentale è stato fornito da Sebastian Solè: “Credo proprio che abbiamo fatto la storia. Sono veramente felice di esserne parte. Non è un caso perché ci siamo messi a lavorare. Non sono sorpreso di questo”. La partita ha visto un avvio molto difficile: “Credo siamo stati determinanti in maniera chiara, gli abbiamo fatto sentire la nostra presenza. Siamo stati incredibili mettendoli sotto e non lasciandoli respirare, facendogli capire che volevamo vincere”. Sulla stagione: “Ci siamo da tanto tempo. Abbiamo conquistato tutto con umiltà e serenità. Dobbiamo far vedere a tutti come approcciare in campo”.
Giocatore di altissimo livello si è confermato Kamil Semeniuk, vero esperto del settore: “Immaginavo di finire così, sono orgoglioso di ciò che sono riuscito a dare. È per tifosi e società. Le emozioni? Non so cosa posso dire perché non mi aspettavo che avremmo vinto 3-0. Siamo stati dominanti e possiamo esserne soddisfatti”. Il primo set non è stato facile: “È stato molto importante portarlo a casa. Poi abbiamo imposto il nostro gioco e fatto un grande lavoro”. Lo schiacciatore conclude: “Vincere due volte di fila è fantastico. Sono contento di aver dato un pezzo di me per riuscirci”.
Saluta la pallavolo giocata con l’ennesima magistrale prova Massimo Colaci: “È stata una stagione incredibile, ricca di emozioni. Abbiamo condiviso tante cose bellissime oltre alle medaglie. È stato un percorso bello, con qualche difficoltà che magari da fuori non si vedono. Non vediamo l’ora di festeggiare”. Sulla finale: “È stata una partita difficile, come ogni finale di Champions League poteva essere. Hanno spinto molto al servizio ma abbiamo tenuto con il side out. Abbiamo messo in campo la serenità di fare quel che sapevamo fare nei nostri ruoli. Siamo infine stati bravi a portare a casa tanti break”.
Semplice e conciso Simone Giannelli: “Ci interessavano le nostre cose. Si vince e si perde tutti insieme. Questo è l’epilogo di un ciclo fatto anche di lavoro e difficoltà. Le sconfitte ci hanno fatto crescere e ci siamo riusciti grazie all’aiuto dello staff tecnico”.
Ha trovato il modo di farsi apprezzare, e sicuramente di lasciare un buon ricordo, anche Donovan Dzavoronok: “Una bellissima emozione perché quest’anno abbiamo vinto tutto. Sono molto orgoglioso di aver fatto parte di questa squadra”. C’è un gran lavoro dietro: “Non esiste vittoria senza questo. Ne è valsa la pena”. Un bilancio della stagione: “Pensare di essere dove sono adesso è incredibile. Ringrazio preparatore e fisioterapista perché con me ci hanno messo tanto cuore”.
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