Marche

«Un filo nero tra il partito e gli eversivi». Fermo, Merlino (Fratelli d’Italia) querela. Scagionato il blogger Alekos Prete

FERMO Non c’è diffamazione, caso definitivamente archiviato. È la decisione del Gip del tribunale di Fermo Maria Grazia Leopardi, sulla querela per diffamazione aggravata nei confronti del blogger Alekos Prete. A rivolgersi alla giustizia era stato Emanuele Merlino, esponente di Fratelli d’Italia e capo delle segreteria tecnica del ministro Cultura. Sotto accusa un commento su X, in cui Prete accostava Merlino, insieme ad altre figure, ad ambienti eversivi e di estrema destra. Il destinatario del commento ha ritenuto quelle parole lesive del suo decoro e dell’immagine pubblica.

La Procura della Repubblica di Fermo ha chiesto l’archiviazione, ritenendo che il commento rientrasse nella legittima espressione del diritto di critica. La difesa dell’indagato, affidata all’avvocato Igor Giostra, ha fornito elementi per evidenziare la legittimità del commento, coerente con quanto ipotizzato di diversi organi di stampa nazionali, che avevano espresso concetti simili, se non più pungenti. Il querelante, attraverso uno studio legale romano, si è opposto alla richiesta di archiviazione, ma il Gip ha confermato la decisione della Procura. L’indagato avrebbe esercitato il diritto di critica senza intento diffamatorio, con toni che non sono sconfinati nell’attacco volgare e immotivato alla persona.

L’archiviazione

«Al netto della contentezza per il risultato raggiunto – commenta l’avvocato Giostra – mi preme sottolineare che il giudice non si è limitato a rilevare l’assenza di elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio, ma ha recepito integralmente l’impostazione della difesa, dapprima contestualizzando la frase in questione e collocandola nell’attuale dibattito politico. Ha poi preso giustamente atto di come il commento fosse fondato su elementi storici e dati fattuali, che, per quanto suscettibili di diverse interpretazioni secondo sensibilità e convinzioni politiche di ciascuno, rendono legittimo, se non alterati o distorti, commentare e criticare la condotta di un terzo. Ciò è tanto più vero quando, come nel caso concreto, è coinvolto un personaggio di caratura istituzionale».

Il post

Alekos Prete aveva commentato un post social del ministro Foti nel gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ed evidenziando «il filo nero tra il partito e gli ambienti eversivi», aveva citato Merlino ed altre 4 persone. Merlino è stato contestato in altre occasioni, ad esempio per aver pubblicato la graphic novel Foiba Rossa con una casa editrice vicina a Casapound, opera che alcuni hanno considerato revisionista sul dramma delle foibe. È il figlio di Mario Merlino, recentemente deceduto, volto noto di movimenti neofascisti negli anni 70. Fu incriminato per il coinvolgimento nella strage di Piazza Fontana, poi assolto in Cassazione.




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