Marche

«Mi hanno ammazzato Pierpaolo un’altra volta»


PESARO Omicidio Panzieri, disposta una nuova perizia psichiatrica. La rabbia della madre della vittima fuori dall’aula. Ieri è iniziato in corte d’assise d’appello ad Ancona il processo a carico di Michael Alessandrini, condannato in primo grado a 24 anni di carcere più 3 da scontare in una Rems, una struttura psichiatrica. Il 31enne è reo confesso dell’omicidio del 27enne Pierpaolo Panzieri, ucciso con 23 coltellate il 20 febbraio 2022 nella sua abitazione di via Gavelli. Gli avvocati dell’imputato, Salvatore Asole e Cosimo Damiano Cirulli hanno sollevato la questione dell’esame psichiatrico, recepita dalla corte. 

La richiesta

«Abbiamo richiesto la rinnovazione della perizia per accertare le condizioni attuali: ovvero se Alessandrini ha la capacità di partecipare al processo in maniera consapevole e se ne viene confermata la pericolosità sociale – spiegano i legali – Tutto questo sulla base di una serie di dubbi che aveva lasciato la perizia primo grado che descriveva la sua capacità di intendere e di volere come gravemente scemata. Ora vogliamo capire se in questo momento può stare a processo, perché a nostro giudizio le sue condizioni sono peggiorate». La corte ha accolto la richiesta e sospeso il processo aggiornandolo al 10 giugno, giorno in cui verrà conferito l’incarico al perito che fornirà i risultati dell’esame in 30, 60 o 90 giorni. «E’ chiaro che se emergesse altro – spiega Asole – Alessandrini non sarebbe imputabile e il processo sarebbe a rischio. Un provvedimento corretto perché serve a fare chiarezza».

La verità processuale

Cirulli chiosa: «La verità processuale farà bene a tutti. Se fosse totalmente infermo utilizzeremo mezzi appropriati per le cure». Gli avvocati Paolo Biancofiore e Fabio Anselmo tutelano in sede civile la madre, il padre, il fratello e la nonna di Pierpaolo. «La motivazione del provvedimento è condivisibile. Va aggiornato il giudizio clinico e questo consentirà anche di blindare la sentenza da qualsiasi censura della Cassazione. Una fase doverosa a due anni di distanza dalla prima perizia. Quindi tutto questo è in linea con le nostre aspettative di conferma della condanna».

L’amarezza

La mamma di Pierpaolo, Laura Gentilucci, al termine dell’udienza era visibilmente provata e arrabbiata. «Pierpaolo me l’hanno ammazzato un’altra volta con questa perizia, cosa altro devo dire? E’ la terza o quarta perizia». Nelle motivazioni della sentenza di primo grado emergevano i deliri di Michael, i sentimenti di gelosia, invidia e frustrazione verso Pierpaolo e «Dio mi ha parlato e mi ha detto: quello è un bastardo, adesso lo ammazzi».




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