Economia

Al via giovedì la prima class action inibitoria contro Meta e TikTok

Inizierà giovedì, 14 maggio, con la prima udienza presso il Tribunale delle Imprese di Milano, la class action inibitoria contro Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, e TikTok a tutela dei minori nel mondo digitale. Si tratta della prima iniziativa a livello europeo ed è promossa da Moige, il movimento italiano genitori, da un gruppo di famiglie e dallo studio legale associato Ambrosio & Commodo di Torino, tramite il procedimento 29994/2025.

L’azione legale, fondata sull’articolo 840-sexiesdecies del Codice di procedura civile, si articola in tre richieste:

  • il rispetto dell’obbligo di verifica dell’età e del divieto di accesso ai social media per i minori d 14 anni;
  • l’eliminazione dei meccanismi che spingono alla dipendenza, come gli algoritmi di profilazione e lo scroll dei contenuti;
  • l’obbligo di un’informazione chiara, visibile e trasparente sui rischi, come accade per i produttori di farmaci, alcol e tabacco.

La tutela dei minori

L’obiettivo dell’azione inibitoria collettiva, uno strumento legale a tutela dei cittadini introdotto nell’ordinamento italiano nel 2021, è difendere i minori dall’uso eccessivo dei social media, informando al contempo sui rischi che derivano dall’abuso. Come ha precisato ieri l’avvocato Stefano Commodo, coordinatore del team legale, durante la presentazione dell’iniziativa alla Sala stampa estera, «non si vogliono mortificare le positività dei social, ma eliminare gli aspetti tecnologici e di marketing che li rendono dannosi per gli utenti più fragili, dato ormai pacifico in letteratura scientifica».

A sostegno di questa posizione è intervenuto anche il professor Tonino Cantelmi, direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo-interpersonale e coordinatore di un parere scientifico sul tema. «Meta e TikTok, attraverso contenuti e algoritmi d’ingaggio continuo, rischiano di sbilanciare il cervello in sviluppo dei ragazzi, iper-stimolando il circuito della ricompensa. Le evidenze scientifiche indicano che stiamo creando cervelli più dipendenti impulsivi e vulnerabili, contribuendo a una vera recessione cognitiva ed emotiva».

La posizione di Meta

In merito alla class action, Meta, tramite un portavoce, ha dichiarato: «Difendiamo il nostro operato e continueremo a impegnarci per garantire la sicurezza dei ragazzi. Sappiamo che i genitori sono preoccupati per la sicurezza dei figli adolescenti online, ed è per questo che introduciamo costantemente misure per aiutarli a proteggerli. Gli account per teenager offrono protezioni predefinite che limitano chi può contattare gli adolescenti, i contenuti a cui possono accedere e il tempo che trascorrono su Facebook e Instagram».


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