Sicurezza urbana, AVS Genova apre il confronto con cittadinanza e istituzioni

Genova. Appuntamento lunedì 11 maggio, alle ore 18, nella sede AVS Genova/Liguria di Stradone Sant’Agostino 36R con l’iniziativa pubblica “Conversazioni sulla sicurezza”: un momento di confronto aperto alla cittadinanza promosso da Alleanza Verdi Sinistra Genova sul tema della sicurezza urbana e della vivibilità dei quartieri.
L’incontro nasce con l’obiettivo di affrontare il tema della sicurezza in maniera ampia, mettendo al centro non soltanto gli aspetti legati al controllo del territorio, ma anche quelli sociali, culturali, della mobilità e legati alla prevenzione. Un confronto che coinvolgerà amministratori locali, rappresentanti istituzionali ed esponenti politici di AVS, con l’intento di raccogliere esperienze, criticità e proposte provenienti dai territori.
All’evento interverranno Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est, Emilio Robotti, assessore del Comune di Genova, Lorenzo Garzarelli, consigliere delegato del Comune di Genova, Maria Michela Tacchini, assessora del Municipio I Centro Est, ed Elena Comelli della segreteria di Sinistra Italiana Milano. A moderare l’incontro sarà Lorena Lucattini della segreteria di Sinistra Italiana Genova.
Il confronto partirà inevitabilmente dal Centro Storico, dove il tema della sicurezza si intreccia ogni giorno con le fragilità sociali, il degrado, il disagio abitativo e la necessità di ricostruire una presenza stabile delle istituzioni nei quartieri più complessi della città.
“Nel Centro Storico il tema della sicurezza nasce prima di tutto dalle richieste dei residenti, che chiedono vivibilità, presidio del territorio e risposte concrete contro degrado e spaccio – sottolinea la presidente del Municipio Centro Est, Simona Cosso -. Dopo i recenti episodi di violenza è ancora più evidente che serva un approccio serio e integrato: la sicurezza non si costruisce soltanto con il controllo, ma anche con politiche sociali, sanitarie e di inclusione capaci di affrontare le fragilità che oggi attraversano i vicoli. Come Municipio Centro Est stiamo lavorando per ricostruire una rete con associazioni, comitati e realtà del territorio, perché il Centro Storico non è un problema isolato ma una sfida che riguarda tutta Genova. Servono più coordinamento istituzionale, nuove politiche della notte e un contrasto forte alle organizzazioni criminali che sfruttano marginalità e dipendenze”.
Nel dibattito troverà spazio anche il tema della sicurezza declinato in ambiti diversi dal solo ordine pubblico, come ad esempio la sicurezza stradale e la vivibilità urbana, attraverso un ragionamento che lega mobilità, progettazione degli spazi pubblici e tutela delle persone più fragili, a partire da pedoni, anziani e bambini.
“In tema di sicurezza, quella stradale è uno dei pilastri fondamentali per la qualità della vita urbana e passa da interventi concreti, capaci di rendere le strade più sicure per tutte e tutti, a partire dai pedoni e dai bambini – spiega l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova, Emilio Robotti -. Come Amministrazione stiamo lavorando su Zone 30 diffuse nei municipi, strade scolastiche, nuovi attraversamenti rialzati, illuminazione potenziata e segnaletica più visibile e duratura. Abbiamo scelto di affrontare questo tema senza slogan ideologici, ma con l’obiettivo di costruire una città più vivibile, dove la moderazione della velocità e l’innovazione tecnologica, come i semafori intelligenti, possano contribuire a ridurre incidenti e pericoli. La sicurezza non è solo controllo, ma anche prevenzione e progettazione degli spazi urbani per restituirli alla cittadinanza e per renderli luoghi vivi”.
L’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di provare a riportare il tema della sicurezza dentro un quadro più ampio, che tenga insieme diritti sociali, lavoro, welfare, cultura e qualità della vita, superando una visione esclusivamente emergenziale o repressiva.
“Negli ultimi anni la parola “sicurezza” è stata usata quasi solo per parlare di ordine, controllo, repressione. Ma per chi crede in una società giusta, la sicurezza è un’altra cosa: è libertà, dignità, uguaglianza. Il problema è che abbiamo investito molto più nel controllo che nella prevenzione – evidenzia il consigliere delegato del Comune di Genova, Lorenzo Garzarelli -. Quando una persona non arriva a fine mese, non è sicura. Quando un giovane deve lasciare la propria città perché non trova casa o lavoro, non è sicuro. Quando una donna teme di denunciare una violenza perché non trova una rete di protezione, quella non è sicurezza. Quando si muore sul lavoro, quella non è sicurezza. E quando un quartiere viene lasciato degradare, privato dei servizi, quello non è un problema di “decoro”: è assenza di giustizia sociale. La sicurezza vera nasce dal lavoro, dall’istruzione, dal welfare. Una città è sicura quando i bambini trovano educatori, gli anziani trovano servizi, i giovani trovano opportunità. Quando esistono spazi pubblici vivi, accessibili, attraversati dalle persone e dalla cultura. Lo abbiamo dimostrato anche in queste settimane: riempiendo piazze e spazi della città di vita, arte, musica e partecipazione abbiamo mostrato che esiste un’alternativa concreta alla logica puramente securitaria”.
Il confronto si concentrerà inoltre sul ruolo delle amministrazioni locali e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prossimità sociale, educativa e abitativa nei quartieri cittadini.
“Crediamo che una comunità sia più sicura quando nessuno viene lasciato indietro: inclusione sociale, presidio educativo, politiche abitative e attenzione alle marginalità sono strumenti fondamentali per affrontare in modo strutturale le criticità del territorio – spiega l‘assessora del Municipio Centro Est, Maria Michela Tacchini -. La sicurezza non coincide con la semplice militarizzazione degli spazi urbani, ma passa prima di tutto dalla presa in carico delle fragilità sociali, dal rafforzamento dei servizi e dalla costruzione di risposte concrete ai problemi dei quartieri”.
A portare un contributo esterno al dibattito sarà anche Elena Comelli, della segreteria di Sinistra Italiana Milano, con una riflessione sul rapporto tra sicurezza, coesione sociale e vivibilità urbana nelle grandi città.
“Quando si parla di sicurezza, il pensiero corre subito alla sicurezza fisica, alla lotta alla criminalità e alla gestione dell’ordine pubblico. In realtà, la sicurezza nasce soprattutto dalla coesione sociale, dalla capacità di includere e di dare opportunità soprattutto alle fasce più fragili della popolazione – sottolinea Elena Comelli -. Insomma, c’è una sicurezza fisica, ma ci sono anche una sicurezza economica e una sicurezza sociale. E sono queste le leve, a mio avviso, per garantire vivibilità e sicurezza alle città nel medio e nel lungo termine. Ovviamente, senza togliere valore al lavoro delle forze dell’ordine, fondamentale per reprimere e combattere la grande criminalità e gestire le situazioni più gravi”.




