un anno fa era candidato a Ravenna
Il suo nome compare nella lista dei ventotto “impresentabili” stilata dalla Commissione Antimafia. Si tratta del ravennate Giuseppe Piccini, candidato per Forza Italia al Consiglio comunale di Imola alle elezioni amministrative che si svolgeranno questa domenica e lunedì. Il 44enne, come riferisce la Dire, risulta infatti coinvolto in un procedimento giudiziario.
Il Gup del Tribunale di Bologna, come conferma anche Libera, avrebbe infatti disposto il rinvio a giudizio del ravennate candidato a Imola per il reato di accesso abusivo a sistema informatico o telematico. Piccini si dice però “certo della correttezza della mia condotta e resto in attesa del giudizio che ho richiesto già dal 2021, per poter dimostrare la verità, così come sono certo della mia onorabilità e del servizio che ho sempre offerto allo Stato”.
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L’esponente azzurro non nasconde la propria amarezza: “Non posso esimermi dallo stigmatizzare questa modalità di intervento della Commissione Antimafia – ha detto Piccini – che a pochi giorni dal voto delegittima una persona incensurata e con la fedina penale pulita come me, diffondendo liste di presunti ‘impresentabili’ con un grave danno alla reputazione e onorabilità. Sono una persona assolutamente ‘presentabile’: sono un padre di famiglia e servitore dello Stato in quanto poliziotto. Respingo al mittente questa definizione che non mi appartiene in alcun modo”.
Lo scorso anno era candidato a Ravenna
Questa non è però la prima avventura elettorale per lui. Alle amministrative di Ravenna, tenutesi il 25-26 maggio dell’anno scorso, Piccini era infatti candidato al Consiglio comunale a supporto dell’allora candidato sindaco Alvaro Ancisi, all’interno dell’alleanza Lista per Ravenna – Lega – Popolo della Famiglia. In quell’occasione aveva poi raccolto 76 voti.

Cosa significa essere ‘impresentabili’
Il concetto di ‘impresentabilità’ è stato introdotto per la prima volta nel 2014, quando la Commissione parlamentare antimafia ha approvato una relazione che proponeva una sorta di codice di autoregolazione per i partiti.
Essere ‘impresentabile’ non significa non possedere i requisiti per essere candidato o eletto, ma si tratta di requisiti più stringenti di carattere morale e sociale, che vengono valutati dalla Commissione con il metro della mera opportunità.
Gli altri ‘impresentabili’
Come detto, sono ventotto in totale i candidati ritenuti ‘impresentabili’ nella lista della Commissione parlamentare. Si tratta di Mauro Moccia ad Afragola; Luigi Gentile ad Agrigento; Massimo Anniversario, Maria Balbi, Gaetano Detice, Gianluca Festa ed Ernesto Panariello ad Avellino; Anna Padovano Sorrentino e Massimo Palladino a Cava de’ Tirreni; Santina Bennici a Enna; Giovanni Tagliamonte a Ercolano; Anna Ranucci e Lucia Roma a Melito di Napoli; Salvatore Saglimbeni a Messina; Alessandro Alfieri a Portici; Alfio Pillera, Gianluca Anzalone e Concetta Foti a Randazzo; Mauro Verga a Trani; Tania Dello Margio e Maria Giulia Rao a Viareggio; Giovanni Macrì, Giuseppe Rodolico e Caterina Marzolo a Tropea, Eleonora Maria Pia Megale a Reggio Calabria.
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