Marche

Ultraleggero si schianta prima della pista, atterraggio contro un capannone a Recanati. Due feriti. «C’era sangue»


RECANATI Un ultraleggero proveniente da Terni con a bordo due imprenditori di 64 e 61 anni, Andrea Di Anselmo e Roberto Marini, ieri mattina si è schiantato a Recanati durante la fase di atterraggio. Una tragedia sfiorata. Il mezzo, un Tecnam P92 Eaglet, non è riuscito ad atterrare sulla pista dell’aviosuperficie Madonna di Loreto andando ad impattare con un’ala contro un capannone di un’azienda di movimento terra. Uno degli occupanti del mezzo è riuscito ad uscire da solo dalla carcassa dell’ultraleggero, entrambi sono stati trasportati all’ospedale regionale di Torrette. 

La ricostruzione

L’incidente è avvenuto verso le 11, in base a quanto emerso nell’immediatezza il pilota avrebbe provato una prima volta ad atterrare sulla pista dell’aviosuperficie nella frazione Musone, ma senza riuscirci. Ha quindi ripreso quota e ritentato l’atterraggio ma la seconda volta non sarebbe riuscito né ad atterrare né a tornare in assetto di salita proseguendo in avanti e colpendo con un’ala un capannone di un’impresa edile che si trova a circa 600 metri di distanza per poi schiantarsi a terra.

Nelle vicinanze ci sono diverse abitazioni che fortunatamente non sono state coinvolte nello schianto. Il pilota, 64enne, che ha riportato conseguenze più gravi è stato trasportato in eliambulanza all’ospedale di Torrette ad Ancona e per lui è stata richiesta una consulenza chirurgica, il copilota è stato portato in ambulanza in codice rosso all’ospedale regionale. Il primo a prestare i soccorsi è stato uno dei soci dell’Avio club Madonna di Loreto, poi sul posto si sono precipitati i sanitari del 118, la Croce rossa di Porto Potenza, i carabinieri di Recanati e i vigili del fuoco di Osimo (più vicini al luogo dell’incidente) e di Macerata. Nell’impatto a terra l’ultraleggero ha riportato danni ingenti, con ali e coda spezzate e la parte anteriore distrutta. «Il motore è andato distrutto e c’è stato uno sversamento di carburante che abbiamo tamponato con della terra – ha spiegato il caposquadra dei vigili del fuoco di Macerata Tonino Pecce -. Poi abbiamo staccato la batteria per evitare eventuali inneschi e messo in sicurezza l’area». Sul posto è intervenuto anche Paolo Martarelli, proprietario del capannone contro cui l’ultraleggero si è schiantato colpendo con un’ala una vetrata posta sopra al portone d’ingresso. «Ha rotto tutta la vetrata, per terra c’erano benzina e olio – ha raccontato ai microfoni del Tgr Marche per poi aggiungere altri dettagli sulla scena che ha trovato al suo arrivo -. Uno dei due occupanti stava abbastanza bene, camminava, l’altro stava peggio. I danni piano piano si sistemano, l’importante è che stiano bene».

Le testimonianze

 L’ultraleggero era partito alle 9 dall’aviosuperficie Alvaro Leonardi di Maratta in Umbria. A bordo c’erano pilota e copilota, due imprenditori ternani appassionati del volo, formati e qualificati per fare questa attività, entrambi soci dell’Aeroclub di Maratta. La notizia dell’incidente si è subito diffusa arrivando in poco tempo anche nella città umbra. «Abbiamo parlato con loro al telefono e sappiamo che sono per fortuna in condizioni abbastanza buone – dicono dall’Aeroclub di Terni -. Abbiamo perso un aereo ma pilota e passeggero non sono in condizioni gravi, questo è ciò che conta». Entrambi trasportati in codice rosso all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, il pilota 64enne in eliambulanza e l’amico 61enne in ambulanza, non sono in pericolo di vita. L’ultraleggero, infatti, è caduto da un’altezza non particolarmente elevata e le manovre di emergenza hanno evitato un impatto frontale contro il capannone.

I soccorsi

Il primo a intervenire e prestare soccorso è stato un socio dell’Avio Club Madonna di Loreto. «Si trovava all’esterno della nostra sede durante la manovra di atterraggio, mentre gli altri erano dentro per seguire un corso. Appena il velivolo è precipitato, è corso in aiuto dei due occupanti», ha riferito il presidente della Asd Avio Club Igino D’Andrea. Al momento dell’impatto il presidente non era all’avio superficie ma è stato subito avvisato dell’incidente appena avvenuto. «Non ero sul posto e ho ricostruito l’accaduto telefonando ai soci – ha aggiunto -. C’era sangue, uno dei due aveva una gamba visibilmente ferita e in una posizione innaturale, mentre l’altro era riuscito a uscire dall’abitacolo».




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