«Ci hanno lanciato mattoni e bici»
SENIGALLIA Una squadra del XIV Reparto Mobile di Senigallia in ospedale dopo gli scontri di sabato davanti alla stazione di Bologna. L’intera forza operativa scesa in campo, tranne l’autista che di norma rimane a custodia del mezzo. È questo il drammatico bilancio denunciato con fermezza dal Siulp attraverso le parole del segretario generale provinciale Alessandro Bufarini, che ha raccolto e diffuso il resoconto di un pomeriggio di fuoco.
La vicenda
L’episodio ha messo in luce una pericolosa sottovalutazione del fenomeno che ha esposto i poliziotti a rischi inaccettabili, aggravati dalla concomitanza con i flussi legati alla partita Bologna-Inter e da un organico iniziale fortemente sproporzionato rispetto alle migliaia di manifestanti presenti. Un assedio, per la squadra senigalliese stremata, durato dalle 16 alle 21 circa. «Ci hanno lanciato addosso qualsiasi cosa: segnali stradali, mattoni, pietre, biciclette», ha riferito un agente al segretario del sindacato.
Nonostante la violenza e l’impossibilità di operare in sicurezza, l’azione dei reparti mobili ha evitato conseguenze peggiori sul piano del controllo territoriale: «Fortunatamente un po’ di copertura ce l’hanno data i nostri mezzi e quello che siamo riusciti a fare è stato non farli entrare in stazione. Però ci hanno colpiti duramente e noi non potevamo fare nulla, abbiamo lanciato il lacrimogeno e basta, anche perché avevano creato barricate con pezzi di metallo».
A denunciare l’inaccettabilità di quanto accaduto è direttamente il sindacalista Bufarini: «A ogni manifestazione è sempre più alto il rischio di non tornare a casa incolume: 9 colleghi feriti su una squadra da 10 del XIV Reparto Mobile di Senigallia, 36 feriti totali dei vari reparti, è il bilancio provvisorio degli scontri a Bologna e non può essere il prezzo da pagare per chi esce di casa lasciando i propri affetti per difendere il diritto di manifestare dei cittadini onesti. Un plauso va al lavoro giornaliero delle forze dell’ordine e la vicinanza ai colleghi feriti».
Rimarca, inoltre, come gli oltre 50 giorni di prognosi accumulati per contusioni ed ematomi, causati dal lancio di fumogeni, bottiglie di vetro, pietre e transenne, testimonino il totale superamento dei limiti di un dissenso pacifico. Il Siulp chiede garanzie per i poliziotti in trincea. «Mi viene il dubbio che alcuni manifestanti non meritino questa democrazia – prosegue Bufarini – le sole attestazioni di solidarietà non bastano più perché se le forze di polizia continuano a subire aggressioni ogni 3 ore per tutelare le libertà democratiche dei cittadini e l’incremento dei feriti nelle manifestazioni di piazza è aumentato del 61,9% rispetto al ‘25, servono risposte concrete, autorevolezza delle istituzioni, tutela degli operatori ma soprattutto certezza della pena, nel rispetto delle garanzie di legge. La Costituzione garantisce il diritto di manifestare, non quello di esercitare violenza».




