ALBUM: Whisper Doll – Luck Clover

Il sound di band come Sundays e i primi Cranberries ha piantato dei semi che ancora oggi germogliano rigogliosi e diventano elementi distintivi del suono di certe band. Pensiamo ai she’s green, che comunque lavorano forte per completare il sound con la loro vena shoegaze o i Bleach Lab che forse accentuano il lato indie-rock; due esempi chiari e concreti che ci dicono quanto le chitarre di David Gavurin e la voce di Harriet Wheeler, così come Dolores O’Riordan e Noel Hogan abbiano lasciato un segno indelebile.
Io vi invito ad ascoltare “Bluebells” dei Whisper Doll. Ditemi che non sembrano i Sundays in tutto e per tutto. Mi è venuto un colpo al cuore, lo giuro.
Fiona Tagami paga un tributo altissimo al sound chitarristico di fine annio ’80/ inizio ’90, quel guitar-pop suggestivo che spinse NME nel settembre 1990 a regalare proprio un poster dei Sundays ai suoi lettori, tanto per dire quanto avessero fatto breccia. E allora ascoltate il disco dei Whisper Doll, progetto di Fiona ma a conti fatti una vera e propria band con tanti amici che le hanno dato una mano a trovare il sound che esattamente voleva creare, e chiudete gli occhi e provate a tornare indietro nel tempo, musicalmente parlando, a quando i Sundays sembravano pronti a raccogliere lo scettro degli Smiths, con un guitar-pop capace tanto di evocare il folk quanto i Cocteau Twins. E così fa anche Fiona, che si trova a farci sognare con la gentilezza delle sue canzoni. Arpeggi delicati, a tratti malinonici e spesso adatti alle sere autunnali e melodie che arrivano quasi carezzevoli, salvo poi sorprenderci con leggere impennate sonore come in “i dream next to you”, impennate che, se ben ci pensiamo anche i Sundays stessi erano capaci di mettere in campo.
Un tuffo in un passato in una musica che sembra lontanissima ma che invece torna spesso a fare capolino anche ai giorni nostri, perché le cose belle no, non possono scomparire.
Brava Fiona.
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