Basilicata

Turismo a Tropea, oltre 600mila presenze ma diminuiscono residenti

Tropea si conferma la regina del turismo calabrese con oltre 600 mila presenze, con crescita di valori immobiliari, ma vede diminuire il numero dei residenti e il sindaco Macrì lancia l’allarme


TROPEA – Oltre 600 mila presenze, un turismo internazionale in crescita e valori immobiliari che, per gli appartamenti ristrutturati nel borgo con vista mare, possono arrivare fino a 10 mila euro al metro quadrato sono alcuni dei che raccontano il successo turistico di Tropea, ma che secondo il sindaco Giovanni Macrì nascondono anche un problema sempre più evidente: la difficoltà di mantenere una comunità residente.

È il tema sollevato dal primo cittadino nell’intervista pubblicata dal «Sole 24 Ore», dove si affronta il rapporto tra crescita turistica, affitti brevi, mercato immobiliare e residenzialità. Il dato considerato più significativo da Macrì è quello della perdita, nell’arco di dieci anni, di circa 1.500 residenti-tropeani, parallelamente all’aumento delle presenze, dei posti letto, delle seconde case e dei valori immobiliari.

IL SINDACO: «UNA CITTà SENZA RESIDENTI PERDE LA PROPRIA IDENTITà»

«Il turismo è la nostra principale risorsa e dobbiamo continuare a farlo crescere, migliorandone sempre più la qualità – sostiene Macrì –. Ma dobbiamo avere la capacità di governarne gli effetti. Una città bellissima, ricca di turisti e di strutture ricettive, ma progressivamente priva dei propri tropeani, rischierebbe di perdere proprio quella identità che la rende attrattiva».

Giovanni Macrì

Il problema riguarderebbe soprattutto giovani coppie e persone che vivono e lavorano stabilmente sul territorio, per le quali l’aumento dei valori immobiliari e la maggiore redditività delle locazioni turistiche possono rendere più difficile trovare un’abitazione a prezzi sostenibili.

GLI AFFITTI BREVI A TROPEA E LA REPLICA A PORRO

Nel dibattito nazionale sugli affitti brevi, Macrì contesta anche l’utilizzo delle medie nazionali per descrivere fenomeni che, a suo giudizio, presentano forti differenze territoriali. Il riferimento è ai dati richiamati dal giornalista Nicola Porro, secondo cui gli immobili con annunci online destinati alle locazioni brevi rappresenterebbero una quota ridotta del patrimonio abitativo italiano: «Non contesto il dato in sé – afferma il sindaco – ma il modo in cui viene utilizzato. Una media nazionale non può essere sbandierata per dimostrare che il mercato abitativo sia lontano da condizioni di squilibrio».

Per Macrì, infatti, il fenomeno si concentra soprattutto nelle città d’arte, nei grandi poli turistici e nelle destinazioni ad alta intensità turistica: «Applicare a una realtà di queste dimensioni la media dell’intero patrimonio immobiliare italiano significa semplicemente non vedere il fenomeno nella sua dimensione territoriale», sostiene.

IL PRIMO CITTADINO DI TROPEA: «NESSUNA GUERRA AGLI AFFITTI BREVI»

Il sindaco precisa di non voler demonizzare le locazioni turistiche né mettere in discussione il diritto di proprietà. «Il problema nasce quando, in determinati territori, la pressione del mercato turistico raggiunge livelli tali da rendere sempre più difficile soddisfare le esigenze abitative primarie della popolazione residente». Da qui l’esempio delle giovani coppie che, non riuscendo a trovare casa a Tropea, potrebbero essere costrette a trasferirsi nei centri vicini.

«BISOGNA ASCOLTARE I TERRITORI»

Per Macrì, la futura disciplina degli affitti brevi dovrà quindi tenere conto delle specificità locali. «Non servono divieti generalizzati. Servono dati, indicatori territoriali e strumenti proporzionati. Le politiche pubbliche serie non si costruiscono sulle medie, ma sulle differenze».

Il sindaco chiede inoltre che nel confronto vengano coinvolti non solo gli operatori economici e le associazioni di categoria, ma anche gli amministratori locali, chiamati a gestire quotidianamente gli effetti della pressione turistica.

Il fenomeno, osserva Macrì, sta già interessando anche i comuni vicini, dove alcuni residenti che lasciano Tropea cercano casa, in particolare a Parghelia, Santa Domenica di Ricadi e Drapia. Una dinamica che può rappresentare un’opportunità per i territori limitrofi, ma anche un campanello d’allarme in vista della loro futura crescita turistica.

MACRì: «TROPEA PUò ESSERE UN LABORATORIO PER IL TURISMO NAZIONALE»

Nel ragionamento del sindaco rientra anche l’esperienza della Toscana, che ha introdotto strumenti differenziati per i territori maggiormente interessati dalle locazioni turistiche. Un modello che, secondo Macrì, potrebbe essere approfondito anche in Calabria: «Sono convinto che il presidente Roberto Occhiuto abbia la sensibilità e la visione necessarie per affrontare anche questa questione», afferma, ribadendo che l’obiettivo non è frenare il turismo ma governarne gli effetti.

«Dobbiamo continuare a crescere, ma dobbiamo farlo mantenendo un equilibrio. Il turismo deve creare ricchezza per una comunità, non sostituirsi alla comunità».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »