Lazio

tubi ostruiti per farla traboccare

Il copione del degrado urbano a Roma si arricchisce di una nuova, surreale puntata a Villa Pamphilj.

Nel polmone verde della Capitale, un ignoto “sabotatore” ha preso di mira la storica Fontana del Giglio, ostruendone deliberatamente il condotto di troppopieno per far salire il livello dell’acqua fino a farla esondare dai margini del bacino monumentale.

Una bravata reiterata che nasconde il goffo tentativo di trasformare l’invaso architettonico in una piscina improvvisata per i periodi di calura, ma che sta provocando pesanti disservizi alla rete idraulica del parco.

La battaglia dei fontanieri: tubi manomessi e bloccati con i mattoni

L’allarme è stato lanciato dall’Associazione per Villa Pamphilj attraverso i propri canali social, denunciando la sequenza di atti vandalici e le incredibili traversie incontrate dagli operatori capitolini per riportare la situazione alla normalità.

Per riuscire a prosciugare la vasca e ripristinare il corretto funzionamento dello scarico, i fontanieri e gli addetti del Dipartimento Ambiente hanno dovuto lottare contro una vera e propria azione di disturbo:

I tentativi di sabotaggio: le tubazioni provvisorie collocate dal personale per svuotare l’invito idrico sono state ripetutamente rimosse o manomesse di notte dagli stessi autori del gesto, determinati a impedire che l’acqua scendesse di livello.

L’espediente dei tecnici: gli operai del Comune sono riusciti a completare il prosciugamento solo dopo aver ancorato e bloccato le condotte di scarico con pesanti mattoni.

Foto Facebook – Associazione per Villa Pamphilj

Effetto domino sul parco: “A secco anche il Canale e il Laghetto”

A pagare le conseguenze di questo vandalismo da spiaggia è l’intero ecosistema della villa storica. Tutte le volte in cui i tecnici sono costretti a bloccare l’afflusso per riparare il troppopieno, la chiusura dei rubinetti provoca un arresto a catena: senza l’alimentazione della Fontana del Giglio restano infatti all’asciutto anche il sottostante Canale e il vicino Laghetto del Giglio.

«Ringraziamo i fontanieri per la pazienza e la costanza con la quale cercano di fronteggiare questi atti vandalici sottolinea la nota dell’associazione —. Chi compie questi gesti è del tutto incurante del danno procurato all’intera rete del parco. Ma si può continuare così? No!».

Un interrogativo che chiama in causa la necessità di maggiori presidi di controllo all’interno della villa per tutelare un patrimonio monumentale costantemente sotto l’attacco dell’inciviltà.

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