Passo dello Stelvio, Thöni: “Sembra sfigurato”
“Soluzioni al momento non so immaginarne, se non un trasferimento in blocco”. A parlare è Gustav Thöni, uno dei più grandi campioni di tutti i tempi dello sci alpino, con quattro vittoria nella Coppa del Mondo generale (nel 1971, nel 1972, nel 1973 e nel 1975) tra le tante. Il tema è la chiusura del Passo dello Stelvio, uno dei baluardi della montagna altoatesina, per il troppo caldo. “Certe immagini fanno male e ogni estate è sempre peggio. Lo sci d’estate è diventato quasi una chimera e bisognerà ripensare a cosa fare per il futuro“, ha spiegato Thöni al Corriere della Sera. Ma di soluzioni, in questo momento, non ce ne sono: “Da noi bisognerà ripensare la montagna, anche se al momento io di soluzioni immediate non ne ho. Il tempo e le condizioni meteo cambiano velocemente, purtroppo negli ultimi anni in negativo”, ha spiegato il campione di sci alpino.
È un problema che coinvolge anche gli atleti di punta della Nazionale azzurra, molto difficile da gestire in questo momento: “C’è un trend purtroppo consolidato, ce ne rendiamo conto ogni anno che passa, con lo zero termico che tocca i 4mila, a volte addirittura i 5mila metri. Chiaro che a queste temperature i ghiacciai si sciolgono e certe mete che venivano frequentate dalle Nazionali in estate per preparare la stagione se continua così saranno off limits. Soluzioni al momento non so immaginarne, se non un trasferimento in blocco”, spiega sconsolato il campione di sci.
Per risolvere questa situazione, Thöni ha una sola soluzione per l’immediato: “I nostri atleti secondo me saranno costretti a trasferirsi nell’emisfero sud, magari in Sudamerica dove è inverno quando da noi è estate e lì si potrà lavorare senza problemi“. Cinque Coppe del Mondo di specialità e diversi successi ai Mondiali e alle Olimpiadi: vinse una medaglia d’oro nello slalom gigante e due argenti ai Giochi invernali, oltre a 4 titoli iridati, Thöni ricorda in tutt’altro modo lo Stelvio: “È veramente dura osservare il panorama adesso, ha fatto caldissimo, sembra sfigurato, non è più quello che siamo abituati a vedere”.
L’ha vissuto da atleta, ma l’ha vissuto anche come allenatore, quando guidò la nazionale italiana e per anni seguì personalmente Alberto Tomba, contribuendo ai suoi successi (tra i quali la vittoria della Coppa del Mondo, terzo e ultimo italiano a riuscirci). “Quando allenavo Alberto Tomba c’era sempre neve anche d’estate, quando sciavo io ancora di più. Si sciava anche a luglio e ad agosto senza problemi. Poi le cose hanno cominciato a cambiare. Non è la prima volta che lo Stelvio chiude per mancanza di neve e per le alte temperature. Era successo già anni fa, poi aveva nevicato. La speranza è che adesso le cose cambino, sono previste precipitazioni, l’augurio è che diano una prima svolta”, spiega Thöni che ha poi chiuso con un ultimo sfogo.
“In Alto Adige gli effetti del turismo cafone sono più limitati rispetto ad altre parti. Io, almeno, non vedo quella deriva che tanti denunciano. Noto sempre un grande rispetto per la montagna, anche se chiaramente poi ci sono quelli che non sono adeguati per quello che la montagna offre. Il problema è chi improvvisa. La montagna non si improvvisa e quella che abbiamo sempre conosciuto forse non tornerà più”.
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