Liguria

tre giorni di musica, danza e racconti


Genova. Da venerdì 25 a  domenica 27 settembre 2026 a Villa Durazzo Bombrini torna Sei gradi Festival, il progetto di narrazione collettiva della città ideato da Fondazione Entroterre, che intreccia musica, danza e racconti, realizzato con il contributo del Comune di Genova e del Ministero della Cultura, in collaborazione con Louisiana Jazz Club, partner Società Per Cornigliano.

Sei gradi Festival propone dal vivo la dinamica della celebre trasmissione radiofonica di Rai Radio3 condotta da Luca Damiani: attraverso sei passaggi musicali, collegati da rimandi storici e culturali, vengono raccontate le peculiarità identitarie e artistiche del luogo ospite. Protagonisti sul palco insieme a Luca Damiani, due artisti di fama internazionale, Antonio Stragapede e Carlo Maver, che intrecciano narrazione, musica e storie del territorio.

Coinvolgere, appassionare e far partecipare è lo spirito dell’edizione 2026, che mette al centro il pubblico con un’importante iniziativa dedicata: un laboratorio di storytelling teatrale curato da Claudio Borgianni (25, 26 e 27 settembre ore 17), che invita i partecipanti a reinventare la storia di Villa Durazzo Bombrini dando vita a tre racconti fantastici, che diventano poi il filo conduttore delle ‘impossibili’ visite guidate al termine degli eventi.

La prima giornata, venerdì 25, vede la partecipazione straordinaria di Aterballetto – Fondazione Nazionale della Danza, che presenta le sue celebri MicroDanze: un percorso tra gli ambienti interni ed esterni di Villa Durazzo Bombrini, abbinato a una visita guidata per scoprire il ruolo della Villa nelle grandi trasformazioni industriali e culturali del Novecento genovese (1° turno alle 19, 2° turno alle 20; 3° turno alle 21). MicroDanze è un progetto d’eccellenza che nasce da un’intuizione di Gigi Cristoforetti per ridefinire il rapporto tra arte, performers e pubblico. Abbattendo le barriere del palcoscenico tradizionale, l’iniziativa porta la danza all’interno di luoghi storici e museali, trasformandoli in un vero e proprio museo vivente. In scena le coreografie di Antonella Bertoni, Terra piccola, Francesca Lattuata, Eppur si Muove e Diego Tortelli, Soft.

Sabato 26 (ore 21) si entra nel vivo del format con i dialoghi di Luca Damiani. Il brillante giornalista e autore romano guida il pubblico e gli artisti in un percorso fatto di connessioni inattese, affrontando argomenti che derivano da un’indagine attenta sui desideri, sulle questioni sociali e sulle inquietudini della comunità genovese, raccolti nelle giornate precedenti dal pubblico del Louisiana Jazz Club.

Primo ospite è Antonio Stragapede, chitarrista, mandolinista e ricercatore musicale, noto soprattutto per il suo impegno nel recupero della tradizione dei “ballabili” italiani e del repertorio chitarristico del primo Novecento. Esperto esecutore di chitarra e mandolino, negli anni ha approfondito in particolare il repertorio della tradizione emiliana (come il liscio alla filuzzi) e le sonorità della musica da ballo tradizionale. È anche fondatore del progetto Osteria del Mandolino, nato per valorizzare e riscoprire la musica popolare italiana e l’uso degli strumenti a plettro. Inoltre, affianca alla ricerca e alla produzione discografica un’importante attività didattica e concertistica in varie formazioni musicali.

Secondo ospite, domenica 27 (ore 18) il flautista e bandoneonista Carlo Maver. Allievo del grande maestro argentino Dino Saluzzi, Maver sviluppa la sua ricerca musicale partendo dalla melodia per integrarla con contaminazioni di tango e sonorità mediterranee. La sua cifra artistica è fortemente influenzata dai numerosi viaggi solitari in luoghi remoti e affascinanti (come il Kurdistan, il Mali o il deserto del Sahara), esperienze da cui trae continua ispirazione per i suoi album solisti e per le sue direzioni artistiche di festival musicali.




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