Molise

Trasformare il dolore in speranza: Agnone ricorda Pasqualino Di Ciocco – isNews

In occasione del primo anniversario della scomparsa dell’artigiano, al Teatro Italo Argentino si terrà una serata speciale, capace di trasformare l’assenza in un gesto concreto di solidarietà


AGNONE. A un anno dalla sua prematura scomparsa, Agnone torna a stringersi attorno al ricordo di Pasqualino Di Ciocco, artigiano stimato e uomo generoso, scomparso a soli 50 anni a causa di una malattia incurabile. Il suo ricordo è ancora vivo nella comunità, che venerdì 23 ottobre alle ore 21.30, al teatro Italo Argentino, gli dedicherà una serata speciale, capace di trasformare l’assenza in un gesto concreto di solidarietà.

“In un filo d’acqua un mare di storie” è il titolo dell’iniziativa promossa dal Teatro Comico degli Abruzzi e dalle 4C del Cenacolo culturale Camillo Carlomagno. Uno spettacolo che intreccerà varietà teatrale, prosa, poesia, musica e magia, con la partecipazione di amici, attori non professionisti e dei gruppi folk I Dragoni del Molise e Rintocco Molisano. A guidare la serata, sotto la regia delle due compagnie, sarà la voglia di ricordare Pasqualino attraverso ciò che più gli apparteneva: la passione, i legami umani e la capacità di fare del bene.
Ma il ricordo si farà anche futuro. Il ricavato della serata, a ingresso con offerta libera, sarà destinato a finanziare una borsa di studio all’Itis “Leonida Marinelli”, la scuola frequentata dallo stesso Pasqualino. Un modo per tenere viva la sua memoria offrendo a un giovane l’opportunità di costruire il proprio domani.

A spiegare il senso più profondo dell’iniziativa è la moglie, Loredana Barisciano, che ha voluto trasformare il primo anniversario della scomparsa in un’occasione di speranza, soprattutto per le figlie Giada e Giorgia. “È passato un anno, ma il vuoto lasciato da Pasqualino resta difficile da spiegare. Ho voluto che questa giornata non fosse soltanto il ricordo della sua assenza, ma un momento capace di parlare ancora di lui, della sua anima e della sua straordinaria generosità. Soprattutto, volevo che le nostre figlie potessero ritrovare in questa serata qualcosa del loro papà”. Poi il pensiero che racchiude il significato dell’intera iniziativa: “Pasqualino ci ripeteva sempre che il bene genera altro bene. Mi piace pensare che l’amore che ha seminato continui a scorrere, proprio come l’acqua, che ha accompagnato il suo lavoro e che oggi diventa il filo conduttore di questa serata”. Un filo d’acqua che diventa un mare di ricordi, affetto e solidarietà.


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