Sicilia

Ryanair annuncia 17 nuove rotte in Sicilia e rilancia: «Senza tassa sui voli ci sarebbero 2.400 posti di lavoro»

Ryanair annuncia i suoi numeri per l’inverno 2026 in Sicilia, con 88 rotte, di cui 17 nuove, che consentiranno di trasportare oltre 12,5 milioni di passeggeri all’anno (+9%) e di sostenere più di 9.500 posti di lavoro in tutta l’Isola. Cifre che fanno leva sugli 11 aeromobili basati in Sicilia, che rappresentano un investimento di 1,1 miliardi di dollari nell’Isola, inclusa l’aggiunta di 2 nuovi aeromobili questo inverno (a Catania e a Palermo) e l’estensione dell’operatività della base Ryanair di Trapani-Marsala per l’intera stagione invernale. La crescita di Ryanair fa seguito alla decisione del governo siciliano, riconosce la compagania, di abolire l’addizionale municipale negli aeroporti minori della Sicilia a partire da gennaio 2026. A Trapani-Marsala, l’abolizione dell’addizionale municipale ha già portato all’apertura di una nuova base Ryanair, a una crescita record del traffico, a un miglioramento dei collegamenti e alla creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro. «Il successo di Trapani-Marsala dimostra che la riduzione dei costi di accesso favorisce la crescita del traffico, del turismo, degli investimenti e dell’occupazione», afferma Ryanair. «Se il presidente Schifani – dice Jason McGuinness, Chief Commercial Officer di Ryanair – estendesse l’abolizione dell’addizionale municipale a tutti gli aeroporti siciliani, Ryanair sarebbe pronta a trasportare ulteriori 3 milioni di passeggeri all’anno, basare 5 aeromobili aggiuntivi (per un investimento di 500 milioni di dollari) e creare oltre 2.400 nuovi posti di lavoro, trasformando i collegamenti aerei, il turismo e la crescita economica in tutta la Sicilia».

I passeggeri siciliani sarebbero inoltre, secondo la compagnia aerea, «ingiustamente penalizzati» dall’attuale politica dell’Ue in materia di aviazione: «Mentre altre regioni insulari europee, tra cui Corsica, Malta e Cipro, beneficiano di meccanismi di sostegno ai carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) finanziati attraverso il sistema Ets, la Sicilia continua inspiegabilmente a esserne esclusa». Allo stesso tempo, le modifiche al sistema Ets proposte dalla Commissione europea, «rischiano di aumentare ulteriormente i costi per i passeggeri siciliani, che dipendono dai collegamenti aerei nazionali e a corto raggio, mentre molti voli a lungo raggio extra-Ue continuano a beneficiare di un trattamento più favorevole. I rappresentanti italiani a Bruxelles devono intervenire per correggere questa distorsione e garantire che i cittadini siciliani siano trattati in modo equo e paritario e che il denaro versato dai cittadini siciliani non venga utilizzato per sovvenzionare i voli extra-Ue». Per Alessandro Aricò, assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, «la Sicilia sta diventando sempre più centrale nella strategia di Ryanair. L’abolizione dell’addizionale municipale negli aeroporti minori dell’Isola ha reso la Sicilia più attrattiva per le compagnie aeree, favorendo investimenti, nuove rotte, crescita del traffico passeggeri e creazione di posti di lavoro. Accanto a questa misura, il programma Bonus Voli è stato progressivamente potenziato per sostenere ulteriormente la mobilità dei residenti siciliani. Sono due aspetti della stessa strategia: rendere i collegamenti aerei più capillari e accessibili, contribuendo a garantire che la Sicilia rimanga collegata durante tutto l’anno. Continueremo a lavorare in questa direzione con tutti gli attori del settore aeroportuale, valutando ogni possibile misura per estendere questi benefici all’intera isola».


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