Piemonte

Il colosso dei viaggi Cwt Italia licenzia 190 dipendenti: “Sostituiti dall’intelligenza artificiale”


È il “lato oscuro” dell’intelligenza artificiale. Quello che brucia posti di lavoro, invece di liberarli dai compiti più semplici e ripetitivi. Succede (anche) a Torino e, in particolare, agli addetti della Cwt (acronimo di Carlson Wagonlit Travel) Italia, multinazionale che opera nella gestione dei viaggi business con clienti grandi aziende e gruppi internazionali.

L’azienda ha aperto lo scorso 5 ottobre una procedura di licenziamento collettivo per 190 persone (circa la metà della forza lavoro che ha in tutto il Paese) di cui 25 a Torino. Si tratta soprattutto di donne con un elevato grado di specializzazione e professionalità. E al di là del singolo caso i sindacati sono in allarme perché si tratta – spiegano – di “uno dei primi casi in cui l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dei processi di automazione sembrano avere un impatto diretto e massiccio sull’occupazione”.

A sollevare il problema sono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che riferiscono: “Innovazione tecnologica e digitalizzazione dovrebbero essere strumenti per migliorare il lavoro, accrescere la qualità dei servizi e creare nuove opportunità professionali. Invece, nel caso della Cwt Italia, diventano un mezzo per ridurre il personale e trasferire sulle lavoratrici e sui lavoratori il prezzo delle trasformazioni in corso”.

In particolare, secondo Lorena Cardone, segretaria della Filcams Cgil Torino, “questa vicenda pone anche una questione più generale: è difficile accettare che il prezzo dell’innovazione venga fatto pagare proprio a chi ha garantito nel tempo la qualità del servizio. Per questo contestiamo con forza sia i licenziamenti sia il modello che li ha prodotti”.

Il 16 ottobre scorso, nel primo incontro con i rappresentanti della proprietà, i sindacati hanno chiesto formalmente il ritiro della procedura di licenziamento e l’apertura di un confronto vero sul futuro dell’azienda, sulle prospettive industriali del gruppo e sulle ricadute delle scelte tecnologiche adottate. In queste ore è attesa una risposta da parte dell’azienda alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, una risposta che desta comunque forte apprensione.

In caso di esito negativo le tre sigle sono pronte ad attivare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie fino allo sciopero su tutto il territorio nazionale. “L’intelligenza artificiale non può diventare l’alibi per cancellare posti di lavoro – osserva Cardone – Se i benefici dell’innovazione vengono concentrati nelle mani delle imprese, e i costi sono scaricati sulle lavoratrici e sui lavoratori, non possiamo certamente parlare di progresso quanto piuttosto di arretramento. La sfida non è fermare il cambiamento, ma governarlo mettendo al centro il lavoro, le competenze e la dignità delle persone”.


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